Faenza, da Milano a Santa Maria di Leuca in bicicletta

«Ferma non ci so stare, allora se la pandemia ti blocca, come meglio ricominciare se non percorrendo 1.300 chilometri in bicicletta, da Milano a Santa Maria di Leuca, anche se hai solo 50 chilometri di allenamento nelle gambe?».
Una follia possibile secondo Diana Facile, giornalista, scrittrice e globetrotter di Milano, redattrice di reportage da tutto il mondo, in questi giorni a Faenza, città che è sull’itinerario del suo viaggio durato un mese e ora documentato nel libro intitolato “Lungo lo Stivale” (Alpine Studio Editore).
Il volume sarà presentato domani sera al rione Verde a partire dalle ore 19.30, perché alla città manfreda sono dedicate almeno cinque pagine nel capitolo “Romagna mia”.
Nella narrazione le attrazioni dei paesi toccati si intrecciano con i racconti delle persone incontrate, in forma di dialogo, e con le emozioni della narratrice e dei suoi interlocutori. Per quanto riguarda Faenza, nel volume si parla di ceramiche, Mic, Palio del Niballo.
«Sono impressionata – dice l’autrice – dalla passione che animano Silvio e Patrizia (amici locali, ndr) mentre mi parlano di dame, cavalieri armati, suonatori di tamburi e sbandieratori che sfilano da piazza del Popolo fino allo stadio dove i rappresentanti dei rioni si contendono il Palio, e lo sono ancor di più quando mi portano nella sala costumi del loro rione (il Verde, ndr) e mi vestono di tutto punto come una nobildonna d’epoca. Sono visibilmente divertiti a immaginarmi lì, sugli spalti a fremere, affinchè il mio amato colpisca il bersaglio prima dell’avversario».
La curiosità trasmessa dagli amici ha portato l’autrice ad assistere ieri sera alla giostra della Bigorda e domani a raccontare dal vivo le sue “impressioni” su Faenza, ma anche sul tutto il resto dello Stivale.
«L’Italia è meravigliosa – commenta Diana Facile –: va assaporata lentamente. Io l’ho fatto attraverso le persone incontrate che mi hanno aperto la porta di casa e spesso anche il loro cuore. Nel libro c’è l’Italia nella sua ricchezza e diversità paesaggistica, gastronomica e culturale, con un focus sul fattore umano». F.D.

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