Numerose le reazioni ieri alla formazione dello schieramento di centrodestra, con Paolo Cavina candidato civico di Insieme per cambiare al quale si sono uniti in appoggio Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Sullo scenario si è abbattuta una bufera che può scompaginare le aspettative del centrosinistra, ma molti si fanno domande sulla coerenza della proposta ed è il diretto interessato a fornire chiarimenti.

Cavina , il fatto di essere in corsa appoggiato da tutto il centrodestra può falsare il profilo civico mantenuto finora?

«Io ero Paolo Cavina prima e continuo ad esserlo: candidato civico espressione di un centro moderato, attento alle problematiche dei faentini e alle sue necessità. La grossa realtà e novità da sottolineare è che sono i partiti di destra ad essere venuti al centro e non viceversa. Noi non li abbiamo cercati. Ci daranno i loro voti perché hanno visto la validità della proposta. Questo è fondamentale. Anche chi odia la Lega può essere contento perché si tratta di uno spostamento che li rende più moderati. E con me dovranno esserlo».

Certo ma poi bisognerà vedere, in caso di vittoria, alla conta dei voti, nel caso in cui Lega, Fi e Fdi ne ottengano molti di più di Insieme per cambiare, se questo si rifletterà nelle rappresentanze in consiglio e in giunta, due organi che potrebbero diventare espressione più di partiti che di un civico, mettendo in difficoltà il sindaco. Non crede che alla fine dovrà cedere alle loro istanze?

«Lo scenario sarà definito dal responso delle urne. Il sindaco comunque è colui che garantisce scelte e linee ed è la sua visione a prevalere. In caso di vittoria sarò io a decidere gli assessori , togliendogli il mandato se non saranno fedeli a programmi e accordi. Se la squadra lavora con obiettivi rivolti al territorio, la parte politica resta in secondo piano, i riferimenti nazionali non ci interessano».

Non le pare che l’alleanza nata sia più finalizzata ad incassare voti che ad una reale convergenza di idee? Visto che fino a otto mesi fa lei condivideva anche quelle del centrosinistra, appoggiando il Sindaco Malpezzi. La cosa potrebbe essere valutata come incoerente, non le pare?

«Non siamo incoerenti: dopo avere contribuito ad eleggere sindaco Malpezzi per due volte, ci hanno estromesso dalla maggioranza con un’azione di forza. E’ lì che le nostre strade si sono separate. Si vede che la convergenza non era poi così forte. Quindi è iniziato il percorso che ci ha portato a maturare una candidatura autonoma».

Intanto pare che la Lega abbia già preteso il vice sindaco che dovrebbe essere Gabriele Padovani…

«Prima vogliamo arrivare alla vittoria, poi nella distribuzione delle cariche amministrative ciascuno avrà il suo ruolo. Ciò non esclude il mio apprezzamento a Padovani per il suo impegno messo a disposizione del territorio: è persona moderata, onorata e molto considerata, competente in agricoltura, che è ancora la principale economia del territorio».

Si parla infine di una vostra debolezza in campo culturale, che in questo momento ha grande necessità di essere sostenuta con persone di qualità. Qui i vostri avversari sono ritenuti fortissimi.

«Abbiamo al nostro interno persone altamente qualificate e disponibili in questo campo. Gli argomenti della cultura sono al centro dei nostri programmi, condivisi tra le forze dello schieramento».

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