Faenza, Cavezzali racconta la vita di Neri, calciatore e partigiano

La storia di Bruno Neri “calciatore e partigiano. Il mediano che sfidò il duce”, dalla seria A alla scelta di entrare nella Resistenza fino alla morte, il 10 luglio 1944 vittima del fuoco nazista, è diventato teatro di narrazione. In scena il 20 aprile (20.30) al cinema teatro Sarti (via Castellaini 25) la versione teatrale del podcast che Matteo Cavezzali, Alfonso Cuccurullo, Gianni Gozzoli hanno realizzato per RaiPlay sound, dove è disponibile all’ascolto.

«Una versione moderna dell’antico trebbo romagnolo, quando intorno al fuoco ci si raccontava le storie dei tempi che furono – spiega Cavezzali – con nessuna paura che l’erba sia calpestata – come dice il protagonista – perché l’erba calpestata diventa un sentiero».

Cavezzali, quale ulteriore significato assumono oggi parole come Resistenza e libertà?

«Quando abbiamo iniziato a lavorare su questo progetto non avremmo mai pensato che l’Europa sarebbe precipitata nuovamente in un conflitto. La vicenda di Bruno Neri diventa ancora più importante da raccontare proprio perché ci ricorda quanto sia terribile la guerra, in un momento in cui sempre più persone ne parlano come di una cosa “necessaria”, una parola che mette i brividi. Stiamo portando lo spettacolo anche nelle scuole e qualche settimana fa a Cotignola ho visto una ragazzina di 12 anni che durante la rappresentazione è scoppiata a piangere. Spesso ci si dimentica che nelle guerre sono sempre i ragazzi a combattere e morire, ed è stato emozionante vedere quanta empatia hanno i ragazzi di oggi verso queste storie. Tenere vivo il ricordo di cosa è una guerra può aiutarci a scongiurarne di nuove».

Varie repliche saranno in programma a partire dalla rassegna “Nel Senio della memoria” (25 aprile) e a Palazzo Vecchio di Bagnacavallo (29 aprile), e a Roma al teatro Rai di via Asiago in occasione dell’8 settembre in diretta radiofonica.

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