Faenza, calunnia al commercialista: condannata a 3 anni e mezzo

È stata condannata per calunnia a tre anni e mezzo di carcere Maria Antonietta Forina, la vedova dell’ingegnere Savino Pistillo, morto per una caduta da un ponteggio in un cantiere in via Argnani nel 2010. Per questo fatto, nel 2019, la donna fu giudicata colpevole di omicidio colposo e condannata a una pena di due anni, in quanto il processo portò a dimostrare che era lei la rappresentante legale della ditta. Ma è proprio su quest’ultimo aspetto che, a partire dal 2017, si era incardinata una nuova battaglia legale: Forina aveva infatti presentato una denuncia nei confronti del commercialista dell’azienda, che nel 2010 aveva prodotto il documento nel quale si dava atto dell’avvicendamento nella qualifica di amministratore.

Un avvicendamento che avrebbe visto Forina subentrare appunto al marito al vertice dell’azienda, con tanto di sottoscrizione da parte della donna. Ieri pomeriggio l’imputata, difesa dall’avvocato Giovanni Pezzolla, ha voluto ribadire la propria versione rendendo una dichiarazione spontanea davanti alla giudice Federica Lipovscek: «Mai stata amministratrice prima della morte di mio marito» ha affermato, aggiungendo di non avere «nessuna competenza per poter dirigere una impresa» e definendo «non vere» le accuse mosse contro di lei. Parole che non hanno convinto né il sostituto procuratore Stefano Stargiotti, che ha chiesto una condanna a due anni e quattro mesi, né l’avvocato Giorgio Vantaggiato, assistente legale del commercialista, costituitosi parte civile.

Per l’accusa, non solo non ci sarebbero elementi per potere considerare falso il documento redatto dal commercialista, ma la querela sporta dall’imputata sarebbe anche stata «artatamente fatta per cercare di allontanare da se qualsiasi tipo di responsabilità»: da qui l’imputazione per calunnia. Una tesi cui ha alluso anche il difensore della parte civile, per il quale il professionista sarebbe stato ritenuto dalla donna «un danno collaterale in una strategia difensiva folle per cercare di ottenere estraneità in un altro processo». Come stabilito dalla giudice e come richiesto anche dalla parte civile, la donna ora dovrà pagare una provvisionale da 15mila euro, immediatamente esecutiva, oltre alle spese processuali.

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