Faenza, Bar Jolly: si celebra un locale che ha fatto la storia

Un anniversario che farà emergere ricordi, passioni e stravaganti vicende, quello che si festeggia domani al bar Jolly in via Tolosano. In occasione dei 10 anni di gestione, l’attuale proprietario Mirko Turri ha infatti organizzato una serata dove si incontreranno per festeggiare più generazioni di faentini, perché il Jolly è uno di quei locali storici di Faenza dove prima o poi ci sono passati tutti.

E’ uno di quei luoghi che esistono fin dagli anni ’70 e che, seppure cambiati e rinnovati (oggi è dotato di un accogliente gazebo esterno) sono ancora un punto di riferimento perfino stradale.

Se dai appuntamento a qualcuno e dici «ci troviamo al bar Jolly» a Faenza si capisce immediatamente dove ci si deve incontrare.

E’ uno di quei locali che aveva la cosiddetta “compagnia”, gruppi che vi si ritrovavano senza avere bisogno di comunicarselo, come invece succede oggi con lo smartphone: gli amici insomma li trovavi lì e sapevi che c’erano.

Per motivi commerciali ha cambiato pure il nome in alcune occasioni: l’ultimo, prima che arrivasse la gestione Turri, è stato Philomela, ma niente, per chiunque è sempre stato il bar Jolly.

L’evento di domani inizierà alle 19 con un’apericena e proseguirà ad “oltranza” dalle 22 con il dj set di Sala, musica rewind, commerciale e anni 70/90. A radunare i vecchi amici ci ha pensato la pierre Sissy.

Tra le varie gestioni si ricorda anche quella di Rino Della Valle, il noto imprenditore faentino che lo tenne negli anni 80 e successivamente lo riprese agli inizi dei ’90. Fu proprio quello un periodo di grande movida e di personaggi che vi gravitavano, divenuti leggenda: la signora Germana, per esempio, collezionista di monete antiche. Ma uno su tutti va ricordato, ed è il mitico Poldo. Era costui un ex camionista che a suo dire conosceva tutta la delinquenza dell’Emilia Romagna: abitava lì vicino in una “catapecchia” ora demolita e sostituita da una moderna villetta, era detta la “Tana della Banda Bassotti”. Poldo, per capire, era il tipo che “carburava” solo dopo una colazione, la mattina presto, con almeno un paio di “Stravecchio”.

E chi non ricorda la grande sceneggiata, quando l’Italia vinse i mondiali del 1982. Quelli del Jolly superarono tutti in fantasia: aprirono un idrante dei pompieri e con il potente getto d’acqua “benedirono” quella magnifica Coppa del Mondo e anche tutto il carosello delle auto imbandierate che transitava in via Tolosano. F.D.

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