Faenza, badante pagata come manager: processo per circonvenzione

FAENZA. Uno stipendio mensile da 5mila euro, un costoso appartamento alle porte del centro e due polizze vita da oltre un milione. Non stiamo parlando del patrimonio di un top manager, ma dei beni vantati da una badante. Nello specifico, la donna che dal 2011 ha assistito negli ultimi anni di vita uno storico allevatore faentino, conosciuto come uno dei grandi volti dell’imprenditoria manfreda. Venuto a mancare nel 2018, diverse associazioni lo avevano pianto elogiandone il carisma e le capacità. Ma a due anni dalla morte, il suo nome è al centro di un processo per circonvenzione d’incapace, che vede come imputati non solo la domestica che lo ha assistito fino al 2017, ma anche tutta la famiglia della donna, una 56enne di origine albanese, marito connazionale di 66 anni, il figlio 35enne e pure la compagna di quest’ultimo, 41enne originaria del Salvador.

Secondo le accuse formulate dal procuratore capo Daniele Barberini, i quattro si sarebbero approfittati del progressivo tracollo nella lucidità dell’anziano, andando a esercitare pressioni affinché continuassero le generose elargizioni di denaro, arrivando ad avere voce in capitolo sulla gestione delle sue liquidità. Il danno, quantificato dalla figlia del defunto quando il padre era ancora in vita, sarebbe addirittura superiore ai due milioni di euro.

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