Faenza, Argillà: bilancio ok, ricadute economiche positive sulla città

Chiuso il sipario su Argillà, il Comune stila un primo bilancio. Lo fa attraverso le parole del sindaco Massimo Isola, nonché presidente dell’Aicc, Associazione città italiane della ceramica, il cui ruolo è stato di primo piano nella riuscita della manifestazione.

«E’ stata scritta la storia di uno straordinario successo – afferma Isola – grazie ad un gioco di squadra che ha coinvolto tutta la città. E’ profondo il segno lasciato nel sistema ceramico internazionale: Faenza si è dimostrata più accogliente e ospitale che mai e perciò voglio ringraziare tutti i faentini: insieme a voi abbiamo raccontato una città aperta, in grado di trasmettere grande energia ai visitatori e ai turisti».
Alberghi e ristoranti sold out
«Dal punto di vista turistico le strutture ricettive e le attività di ristorazione hanno registrato il tutto esaurito accogliendo i tanti operatori e visitatori – continua il presidente di Aicc –. Sono attività che hanno avuto un ruolo importante, quello di trasmettere lo spirito della nostra terra alle migliaia di persone che hanno popolato le strade e le piazze».
Dal punto di vista economico «sono molte le ricadute positive su diversi settori, primo tra tutti appunto l’ospitalità, ma anche altre attività commerciali». Il sindaco rimarca poi «l’orgoglio di comunità e il forte impatto sul senso di appartenenza».
Infatti il gradimento di Argillà spazia in modo trasversale e la soddisfazione è diffusa nei commenti, anzi apprezzata a tal punto che molti avrebbero voluto un prolungamento perlomeno dell’orario di chiusura serale (le 22) o della durata complessiva: «Si poteva iniziare mercoledì o giovedì» ha reclamato qualcuno.
Tanti stranieri
L’aspetto cosmopolita con tanti stranieri per le strade è particolarmente piaciuto. Ad essere stati apprezzati con interesse palese visto il pubblico ininterrotto il Mondial Tornianti, l’esperienza raku, le mostre al Salone dell’Arengo, quelle al Mic e al Ridotto del Teatro, passando per varie esposizioni in ogni angolo della città.
La valenza internazionale di Argillà «ha permesso di raccontarci al mondo – continua Isola – ma non solo: ci consentirà di aprire dialoghi, costruire ponti per nuovi scambi e collaborazioni. Sono tantissimi i progetti nati in questi giorni tra istituzioni, tra ceramisti, tra amici e simpatizzanti della ceramica».
L’appuntamento con il Festival internazionale è al 2024, ma già dal prossimo anno, sempre nella prima settimana di settembre, tornerà “Made in Italy”, la mostra mercato della ceramica italiana: una piccola Argillà, ristretta alle produzioni nazionali.

Il Mondial Tornianti

La saracinesca sulle manifestazioni del Festival l’ha chiusa la premiazione del Mondial Tornianti domenica sera in piazza Nenni. La competizione internazionale ha visto oltre quaranta ceramisti anche stranieri cimentarsi nelle prove “Esteta”, premio alla migliore creazione realizzata secondo la libera fantasia degli autori, e Tecnico” (maschile e femminile) specialità che prevede la realizzazione del cilindro più alto e della ciotola più larga. La maratona delle gare, iniziate sabato, è stata presentata da Antonio Recchia, mentre al coordinamento era Carla Benedetti, entrambi dell’Associazione Gino Geminiani, il rimpianto torniante faentino al quale è dedicato il premio speciale Oro del Vasaio, andato quest’anno a Augusto Girolimini di Deruta. Sul gradino più alto della categoria Esteta è salita Heike Rabe di Rotterdam. Nel Tecnico uomini ha prevalso Giuseppe Colì di Cutrofiano (169,5 cm il suo punteggio dato dalla somma di altezza cilindro e larghezza ciotola), seguito da Ide Oktay Turchia (157,5) e Filippo Talmelli (155,6). Nel Tecnico donne ha trionfato la svedese Bente Brosbolhansen (147,1), davanti all’olandese Heike Rabe (123,4) e all’altra svedese Maria Larson (114).

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