Faenza, abbandonarono il cagnolino Calippo: condannati a cinque mesi

Sono stati condannati a una pena di cinque mesi i proprietari dei due cuccioli di cane che nel dicembre del 2017 furono abbandonati in un fosso all’interno di una cassetta della frutta. Gli animali furono rinvenuti dai volontari di Enpa Faenza: per uno era già troppo tardi, mentre l’altro, sopravvissuto era diventato famoso con il nome di Calippo e, dopo una “comparsata” televisiva nella trasmissione “I fatti vostri” di Giancarlo Magalli, oggi ha trovato una casa in cui vivere.

Accusa derubricata

Per i due imputati, che all’epoca dei fatti contestati risiedevano a Cotignola, l’accusa era di uccisione di animale, ma il giudice Tommaso Paone ha derubricato il caso al solo maltrattamento, disponendo anche il pagamento di un risarcimento da 2.500 euro a testa per le due associazioni animaliste che si erano costituite parte civile nel processo, Enpa Faenza, tutelata dall’avvocata Barbara Liverani, e Gaia animali e ambiente, rappresentata da Francesca Bettocchi. Un mese fa le richieste di risarcimento presentate in sede di discussione erano state rispettivamente di 10mila e 20mila euro, mentre il vice procuratore onorario Annalisa Folli aveva chiesto una condanna a sette mesi di reclusione.

Messi in una cassetta

La richiesta di assoluzione che era stata presentata dall’avvocato difensore dei due imputati, Nicola Montefiori, si reggeva invece sull’argomentazione che l’abbandono non fosse stato commesso né con crudeltà né in assenza di necessità, due elementi imprescindibili per sancire il dolo nel maltrattamento e nell’uccisione di un animale: i due coniugi avrebbero lasciato i cuccioli in una cassetta dotata di coperta vicino alla sede del Rifugio del Cane di Faenza, e avrebbero compiuto tale gesto nell’impossibilità di provvedere economicamente alla cura adeguata dei cagnolini. Questo il riassunto dell’arringa difensiva, mentre per accusa e parti civili la coppia di Cotignola non sarebbe stata nuova ad atteggiamenti di trascuratezza verso altri animali precedentemente posseduti e non avrebbe fatto nulla per evitare che le condizioni di salute di Calippo e del fratello peggiorassero per via della parvovirosi, fino ad arrivare a maturare la decisione di abbandonare i cuccioli, già malati, in pieno inverno e con scarse prospettive di sopravvivenza.

Possibile appello

Temi che con ogni probabilità saranno materia di dibattito in un possibile processo d’appello qualora i due decidessero di fare ricorso, ma prima occorrerà attendere la pubblicazione della motivazione della sentenza, fissata dal giudice Paone tra novanta giorni.

Nel frattempo la presidente di Enpa Faenza, Maria Teresa Ravaioli, esprime soddisfazione: «È stato riconosciuto un gesto deplorevole come l’abbandono – commenta –. Ringrazio tutti coloro che ci sono stati vicino e la famiglia che ha adottato Calippo».

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