Faenza, 500 kg di rifiuti raccolti da una discarica abusiva

Oltre mezza tonnellata di rifiuti, e il bilancio, stimato per difetto, è ancora parziale, perché sui calanchi della Pideura tra Faenza e Brisighella di spazzatura ne resta ancora tanta. La situazione era stata segnalata circa un mese fa su questo quotidiano e, all’indomani, aveva suscitato le immediate reazioni delle amministrazioni di entrambi i Comuni, con la conseguente promessa di un intervento repentino. Eppure, dopo quattro settimane, la discarica a cielo aperto si trovava ancora dove era stata rinvenuta, a deturpare una delle aree naturalistiche più affascinanti del territorio: per pulirne una parte, domenica mattina, è stato necessario che si mobilitassero dodici volontari dell’associazione “Il mondo che vorrei”, insieme alle guide escursionistiche di “Romagna Sentieri” e “Trekking e cammini Rominazione”.

L’elenco dei rifiuti raccolti è lungo: un televisore, copertoni, due batterie per auto, un triciclo, flaconi di detersivo, alcuni dei quali ancora prezzati in lire, un divano, un water, oltre a svariati quintali di bottiglie di vetro, lattine e ferraglia. A restare sui calanchi sono invece i rifiuti più nocivi, vale a dire le lastre di amianto rintracciate in vari punti: per queste servono infatti speciali procedure di recupero e smaltimento, con precise e rigorose misure da adottare in termini di sicurezza sanitaria.

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