Facoltà di Medicina a Forlì, investimento di oltre 33 milioni

L’insediamento della facoltà di Medicina e chirurgia costerà circa 33 milioni di euro con un investimento di 11 milioni 250 mila euro da parte del Comune e 20 milioni 70mila euro da parte della Fondazione Cassa dei Risparmi e soci privati. Anche in questo frangente, come 30 anni fa, Serinar sarà il braccio operativo.

«Processo epocale»

«Alla vigilia della riunione del Senato accademico e del consiglio di amministrazione dell’Università per approvare il progetto e spedire la documentazione a Roma, siamo di fronte ad un processo epocale per questo territorio anche dal punto di vista economico – dice il sindaco Gian Luca Zattini -. Un investimento che rappresenta l’1% del bilancio può essere un’opportunità per tutti. Il percorso è iniziato tempo fa con l’idea di insediare un’unica scuola di medicina in Romagna per poi arrivare alla scelta finale: due corsi autonomi a Forlì e Ravenna. Non è mai stata messa in discussione la collaborazione con Bologna, 30 anni fa è partito tutto da questo, nonostante l’amministrazione non abbia mai negato l’ipotesi Ferrara. Con quest’ultima non ci è mai stata diatriba ma è una strada che non è proseguita perchè richiedeva una collaborazione da parte dell’università con cliniche prrivate: su ciò non è mai stato presentato alcun documento. Adesso la partita della facoltà di medicina merita la porta principale, è una questione di tutti e non vi metterò il cappello sopra».

Tempistiche e progetto

A Forlì il corso di medicina e chirurgia dovrebbe partire dal prossimo anno accademico con 75 studenti per poi arrivare a 100 nel più breve tempo possibile, a regime la facoltà dovrebbe arrivare a 700/ 800 studenti. «Chiaramente parte degli investimenti servirà per le strutture come ad esempio recuperare il padiglione Sauli-Saffi, il terzo piano del padiglione Valsalva per stanziare sale e laboratori – precisa il sindaco -.Nella fase iniziale si opererà all’interno del Campus condividendo le aule con le altre realtà universitarie, in più serviranno circa 200 mila euro per le attrezzature. Ci impegneremo a creare una cabina di regia affinché il percorso venga monitorato e che questo corso diventi un’eccellenza e non una seconda scelta per gli studenti». Tutto questo è contenuto proprio nella delibera oggetto di approvazione ieri in consiglio comunale che ha acceso una discussione tra le forze di opposizione.

Le perplessità

«Non è un momento storico la giornata di oggi (ieri ndr), ma quando si insedierà la facoltà – puntualizza Giorgio Calderoni di “Forlì e co” -. Si è parlato di un progetto la cui documentazione è assente, nella delibera manca il parere della Regione il protocollo da Ausl e Università e la convenzione tra Unibo e Serinar. Quello che ci chiedete di approvare è un atto di fiducia, solo alla luce di tali scritti si potrà prendere una decisione formale».

«Il corso di medicina non deve diventare l’unico gioiello – fa eco Soufian Alemani del Pd -. Si vuole rinviare al 2022 con questa delibera perchè mancano gli atti: non ci sono pareri di terzi, non c’è una relazione tecnica sui lavori e solo per citarne alcuni». Perplessità anche da parte del M5S, ad intervenire Simone Benini: «E’ un’opportunità ma non ci è mai stato concesso di verificare gli atti, approvare significherebbe dare fiducia ad un progetto politico».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui