ROMA. <Una storia di persone, una leggenda musicale, un racconto di radici culturali che si fa modernità, emozione, vitalità grazie a formidabili protagonisti e a una regista che ha saputo rivivere una favola contemporanea insieme ai suoi personaggi e alla sua terra. Elisabetta Sgarbi si conferma figura cangiante e sorprendente nel panorama culturale italiano e ci regala poesia, umanità, passione con la voce di Ermanno Cavazzoni e la verve trascinante di una band davvero unica>.

Questa la motivazione del Premio SIAE al Talento Creativo consegnata a Elisabetta Sgarbi, che alle Giornate degli Autori ha presentato, evento speciale, il suo ultimo lungometraggio, Extraliscio – Punk da balera, dove la tradizione del liscio romagnolo, quello vero, quello di Secondo Casadei, quello che “si balla finché non entra la luce dell’alba”, finché la gente ce la fa e ha voglia di ballare, incontra suoni e luoghi nuovi, incrocia traiettorie impensabili, dalla musica elettronica, al rock, al pop, e si apre a nuovi orizzonti, mentre la Romagna incontra il mondo.

<Per me “Extraliscio” è diventato un modo di pensare, che poi è quello che ho sempre avuto. Cioè di prendere delle strade che non sono la retta via. Di andare da un’altra parte perché là sicuramente c’è impegno> racconta la fondatrice, con Umberto Eco, de La nave di Teseo, l’ideatrice de La Milanesiana e la regista di tanti film documentari. L’ultimo è ‘Si ballerà finchè entra la luce dell’alba- Extraliscio Punk da balera’, dedicato alla band musicale composta da Moreno ‘Il Biondo’ ConficconiMauro Ferrara e Mirco Mariani, evento clou anche del 38/mo Bellaria Film Festival, diretto da Marcello Corvino, che si è concluso con 3.200 presenze, nonostante l’emergenza sanitaria.

Prodotto dalla sua Betty Wrong con il contributo della Regione Emilia Romagna, il film diretto dalla Sgarbi, con aiuto regista Eugenio Lio, è sbarcato in anteprima alle Giornate degli Autori della 77/ma Mostra del Cinema di Venezia. Ma come è nato il rapporto con gli Extraliscio? “Li ho scoperti grazie a Cavazzoni e ho preso quella che lui chiama una sbandata. Non esisteva altro che questa ossessione, mettere insieme un racconto intorno a loro” dice la Sgarbi che con Cavazzoni ha scritto una partitura in 4 parti in cui ci sono anche, tra gli altri, Orietta BertiBiagio Antonacci e Jovanotti.

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