Ex Macello Cesena: il Comune si riprende il diritto di superficie

Con una delibera pubblicata ieri sull’albo pretorio la Giunta ha confermato il percorso stabilito per l’ex Macello: riacquisire il diritto di superficie che era stato ceduto alla società Motorspecial di Andrea Suzzi Barberini. Una decisione ribadita, nonostante un tentativo, tardivo e giudicato nella delibera fuori tempo massimo, della società di ottenere l’archiviazione del procedimento di rescissione del contratto.

La Motorspecial, nell’ambito di un project financing aveva sostenuto i lavori di riqualificazione dell’area che sarebbe diventata il polo studentesco che è oggi, in cambio avrebbe goduto del diritto di superficie fino al 2059. Il contratto prevedeva anche una fidejussione dell’importo di 150.000 euro e della durata di 10 anni da sostituirsi a scadenza. Ma quando questa, nella primavera del 2019, è scaduta non è mai stata rinnovata. I solleciti successivi non hanno dato alcun riscontro così a gennaio 2022 il Comune ha dato avvio alla procedura di risoluzione contrattuale.

Nel frattempo un contenzioso tra la società Motorspecial e un istituto di credito ha portato quest’ultimo a rivalersi sulla prima mettendo all’asta il diritto di superficie dell’ex Macello. L’asta, che prevedeva un’offerta minima di 1.569.750 euro, si è tenuta il 27 gennaio di quest’anno ed è andata deserta. Una seconda asta si sarebbe dovuta tenere il 17 febbraio, ma è stata sospesa dal giudice per le esecuzioni immobiliari e qualche giorno dopo l’istituto di credito ha notificato al Comune un atto di pignoramento presso terzi.

L’iter avviato dal Comune con la decisione di annullare in anticipo la convenzione unindennizzostimato, secondo i criteri del contratto, in1.154.932,59 euro.

Ma questo è solo uno degli aspetti che andavano affrontati. Con l’intento di delineare un percorso il più condiviso possibile e vista la peculiarità della materia in questi mesi ci sono stati più incontri a cui hanno partecipato tecnici comunali, un notaio e gli avvocati delle parti coinvolte (la banca e la Motorspecial).

Il percorso si è però interrotto, si legge nella delibera, «con la presentazione, del tutto inattesa né mai anticipata neppure informalmente in tutte le interlocuzioni intercorse, da parte del proprietario superficiario, della fidejussione». A sorpresa, infatti, il rinnovo atteso da tre anni è arrivato il 15 aprile, accompagnato dalla richiesta di archiviare il procedimento. Un tentativo di adempimento che nella delibera viene definito «ampiamente tardivo». Per l’amministrazione, infatti, la risoluzione del contratto è data per assodata. Dopo tre anni di solleciti, viene anzi definita «un atto dovuto», a tutela del bene e della sua funzione strategica nella vita della comunità studentesca cesenate. La delibera infatti conferma il mandato a procedere con gli atti di risoluzione del contratto e lo stanziamento della cifra stimata per l’indennizzo.

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