La filiale ex Brc di Villachiaviche

CESENA. È di nuovo tempo di grandi manovre nell’articolata galassia del credito cooperativo. A partire dal 16 maggio 11 filiali di Banca Sviluppo, che ha accompagnato una lunga e sofferta fase di transizione rilevando patrimonio e personale della vecchia Brc andata a rotoli, passeranno di mano. Sarà la Banca di Credito Cooperativo Ravennate Forlivese Imolese a subentrare e 5 degli sportelli coinvolti nell’operazione si trovano a Cesena: sono quelli di Martorano (in via Medri), del Fiorenzuola (in via Veneto), dell’Oltresavio (in viale Matteotti), di Villachiaviche (in via Valsugana) e di San Mauro in Valle (in via San Mauro). Completano la lista due filiali nel comune di Bertinoro (quelle a Santa Maria Nuova e a Capocolle), quella a Forlimpopoli, due a Cervia (in via XXII Ottobre e a Pinarella) e la banca di viale Roma, a Forlì.
La vendita è l’epilogo della missione che Banca Sviluppo aveva dichiarato fin dall’inizio, e cioè un salvataggio e risanamento della Brc naufragata, n attesa di un ricollocamento nell’alveo delle banche di credito del territorio. Questo percorso ha avuto approdi diversi: una parte dello “spezzatino” che è stato deciso è finito, come detto, sotto l’ala della Banca di Credito Cooperativo Ravennate Forlivese Imolese, mentre altri sportelli sono stati fatti confluire verso il Credito Cooperativo Romagnolo e Riviera Banca.
L’auspicio di tutti è che non si ripetano le tensioni esplose al momento del passaggio dalla Brc a Banca Sviluppo. Tensioni che hanno causato anche lacerazioni tra sindacati diversi e sono sfociate in una miriade di contenziosi da parte degli ex dipendenti, che hanno trascinato davanti ai giudici l’istituto di credito acquirente. In sintesi, è stata messa in discussione la legittimità delle penalizzazioni subite dai lavoratori rispetto alla precedente condizione (e in un caso il licenziamento dell’unico, Daniele Braschi, che non aveva accettato) e alla fine è stata riconosciuta la fondatezza delle contestazioni fatte.
Diverso discorso per la ferita ancora aperta, e impossibile da rimarginare, delle migliaia di soci che a causa del crac hanno visto bruciato del tutto il valore delle azioni in cui avevano investito i loro risparmi.
Su quest’ultimo fronte, dalla Banca di Credito Cooperativo Ravennate Forlivese Imolese hanno chiarito fin dall’inizio della loro partecipazione all’operazione di acquisizione che si sta perfezionando che purtroppo non si possono riportare indietro le lancette del tempo. Però si stanno sforzando in queste settimane di fare passare un messaggio chiaro a quelli che stanno per diventare loro nuovi clienti: la fedeltà alla vocazione del credito cooperativo, che è quella di sostenere il tessuto economico-sociale locale, con un’attenzione speciale alle esigenze delle famiglie, delle piccole imprese e del terzo settore.

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