Sigilli a tre attività, divieto di esercizio per tre persone e sequestro di beni per aver evaso 1,3 milioni di euro. E’ l’esito dell’operazione “Paper Moon” della guardia di Finanza di Rimini che stamane ha appunto chiuso le attività di proprietà di una famiglia di imprenditori riminesi che lavora nei settori della ristorazione, gestione di slot machine, tabaccherie e locazione turistica di immobili. Le indagini coordinate dal sostituto procuratore Luca Bertuzzi hanno smascherato “una complessa e insidiosa frode fiscale” da parte degli indagati, spiega la Gdf. Tramite alcune società, gli imprenditori accumulavano ingenti debiti fiscali, poi “svuotavano” le imprese a favore di altre società (sempre riconducibili a loro, seppur per interposta persona). Infine le società in debito venivano cedute a nullatenenti così da evitare le eventuali procedure di riscossione coattiva da parte dell’erario. Il Gip di Rimini, ha quindi emesso il provvedimento eseguito oggi dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Rimini, che hanno anche effettuato una decina di perquisizioni, oltre al sequestro patrimoniale. Le tre attività commerciali oggetto del decreto di sequestro sono state quindi affidate ad un amministratore giudiziario nominato dal Giudice. La Gdf ha anche individuato 81 lavoratori irregolari, 16 completamente “in nero” e altri pagati con somme “fuori busta”, con la segnalazione dei datori di lavoro all’Ispettorato del lavoro per irrorare sanzioni amministrative che vanno da 58.000 a 116.000 euro.

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