“Etimologie”, incontro finale con Ezio Mauro e Silvia Salvatici

BOLOGNA. Giunge a conclusione con l’ultimo appuntamento di lunedì 30 novembre il progetto “Etimologie”, a cura del direttore di Rai Radio3 Marino Sinibaldi e del direttore di Ert Fondazione Claudio Longhi, dedicato alle parole della lingua italiana e realizzato con il sostegno del Gruppo Unipol e con la media partnership di Rai Radio3, in prima visione streaming sul canale Facebook di Emilia Romagna Teatro Fondazione: https://www.facebook.com/ErtFondazione.

La rassegna, iniziata il 9 novembre, ha visto avvicendarsi per quattro lunedì incontri con importanti voci del pensiero contemporaneo, per riflettere sulla forza delle parole e sulla loro resistenza o cedibilità nel tempo. Otto vocaboli in totale, analizzati attraverso figure competenti sulle specifiche materie: “Coraggio”, “Popolo”, “Generazioni”, “Cura”, “Scuola”, Lavoro”, alle quali si aggiungono le ultime due “Confini” e “Memoria”. Ogni incontro è stato introdotto dagli interventi della linguista Valeria Della Valle e moderato da Marino Sinibaldi.

Protagonisti della puntata finale sono la storica Silvia Salvatici, studiosa dell’umanitarismo internazionale e della popolazione profuga nell’Europa del dopoguerra, che ragiona sui “Confini”, termine che negli ultimi decenni ha assunto un significato cruciale nella storia e nella cronaca quotidiana; e il giornalista Ezio Mauro, una delle più autorevoli firme contemporanee, ex direttore de “la Repubblica”, che affronta la parola “Memoria”, patrimonio fondante della nostra civiltà, sulla quale spesso si dibatte.

L’uso del linguaggio non è mai innocente. Ad analizzarlo con occhio critico se ne esce modificati o si finisce per modificarlo, forzarlo, strumentalizzarlo. Alla radice del linguaggio sta la parola, con tutta la storia che esprime, con le intricate selve di significato che, evolvendo di epoca in epoca, si trova a esplorare, evidenziare, spesso capovolgere.

“Etimologie” è nato come uno spazio e un tempo dedicato alla riflessione e al confronto, indagando temi sempre più centrali nelle discussioni di oggi alla ricerca della loro potenza semantica, del loro valore e dell’opportunità di farsi termometro del presente in un mondo che non smette di cambiare.

Il progetto è parte del ricco calendario di eventi culturali, che Ert realizza in parallelo agli spettacoli; da sempre uno dei segni particolari dell’identità della Fondazione: appuntamenti pensati per spaziare oltre il palcoscenico e che ora, in un momento in cui la programmazione dei teatri è costretta ad arrestarsi, diventano occasione per provare a tenere forte il collegamento tra spettatori e teatro. Una scelta che non sostituisce lo spettacolo dal vivo con il web, ma cerca di riprendere online quelle attività già pensate in una forma più agile, proprio in vista dei tempi che stiamo vivendo.

Silvia Salvatici è docente di Storia contemporanea presso l’Università di Milano. È condirettrice di “Contemporanea. Rivista dell’800 e del ‘900”, è membro del Consiglio scientifico dell’Istituto Parri e fa parte della Società italiana delle storiche. I suoi interessi di ricerca vertono sulla storia del XX secolo e si concentrano attualmente sulla storia dell’umanitarismo internazionale e della popolazione profuga nell’Europa del secondo dopoguerra. Si è occupata inoltre di storia del lavoro femminile, di donne e diritti umani, di memorie dell’esperienza bellica con particolare riferimento alla guerra del Kosovo. Tra le sue pubblicazioni Senza casa e senza paese. Profughi europei nel secondo dopoguerra (il Mulino, 2008) e Nel nome degli altri. Storia dell’umanitarismo internazionale (il Mulino, 2015).

Ezio Mauro, nato a Dronero il 24 ottobre 1948, inizia la professione di giornalista nel 1972 alla “Gazzetta del Popolo” di Torino. Passa poi a “La Stampa”, a Roma, come inviato di politica interna e svolge anche servizi e inchieste all’estero, in particolare negli Stati Uniti.

Nel 1988 inizia la sua collaborazione con “la Repubblica”, come corrispondente dall’Urss, con base a Mosca. Il 26 giugno 1990 torna a “La Stampa” come condirettore, per poi assumere la carica di direttore il 6 settembre 1992. Nel 1994 riceve il Premio Internazionale Ischia per il giornalismo. Dal 1996 al 2016 è stato direttore di “Repubblica”.

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