“Estromettere la Russia in tutta fretta”: che caduta di stile della Fip

Una caduta di stile. E’ la prima riflessione indotta dalle dichiarazioni, datate lunedì 28 marzo, del presidente della Fip Giovanni Petrucci, uno di quei dirigenti che fatica tremendamente a vedere al di là degli interessi strettamente personali. Già durante la pandemia qualche dubbio l’avevano sollevato le ripetute prese di posizione contro le capienze ridotte degli impianti, considerando come nessun palasport in Italia si riempisse nemmeno al 50%, 35% o 60% che fosse. Poi l’ennesima duro attacco all’Eurolega, innescato dalle sofferenze dell’Italia nelle prime uscite alle qualificazioni Mondiali (ko in Russia e successo in rimonta a Milano contro l’Olanda), avevamo confermato questa cattiva abitudine. Il problema? La mancata concessione da parte dei club dei giocatori per le Nazionali. “Capisco l’Nba ma non l’Eurolega. Non esiste che un organismo privato possa condizionare l’Olimpiade. Non è una polemica con la Fiba, ma con l’Eurolega, non hanno una cultura sportiva”. Difficile ancora oggi capire perché se un organismo privato, a detta di Petrucci, non può condizionare l’Olimpiade, allora la Nba non abbia alcun tipo di responsabilità.. e l’Eurolega sì. Parentesi chiusa. Tornando alle dichiarazioni di lunedì, questa volta il numero 1 della Fip se l’è presa con l’ex “amica Fiba”. Il motivo? Non avere già ufficialmente escluso la Russia dalle proprie manifestazioni ufficiali. “Non ci sto. La volontà di tenere ancora in sospeso la valutazione circa l’eventuale esclusione della Russia dalle competizioni Fiba è a mio avviso pilatesca – ecco le sue parole – la tragedia in Ucraina è ancora in corso e speriamo possa concludersi nel più breve tempo possibile ma questo non cancellerà ciò che sta avvenendo da più di un mese a questa parte. La Russia ha infranto la tregua olimpica e il Cio ha raccomandato vivamente a tutte le Federazioni mondiali di non invitare atleti russi e bielorussi nelle competizioni sportive internazionali. Escludere la Russia dalla comunità sportiva internazionale non è una decisione di carattere tecnico bensì di politica sportiva. Il vulnus si è già verificato e non capisco quali scenari possano mutare, secondo Fiba, da qui a maggio”.

Bene. Tutto perfetto, o quasi. Al di là della sostanza del provvedimento preso da varie Federazioni sportive, come la Fifa (Russia out dagli spareggi per i Mondiali) citata a esempio sempre da Petrucci, argomento sul quale si potrebbe dibattere all’infinito, colpisce che il presidente della Fip richieda una decisione in tempi così brevi. Fra l’altro sapendo benissimo di essere direttamente interessato al provvedimento stesso. Si, perché nel girone eliminatorio del Mondiali proprio la Russia guida a 6 punti, su Islanda e Italia 4 e l’Olanda a 0. Passano alla fase successiva le prime 3, portandosi dietro i punti accumulati negli scontri diretti e gli azzurri con i russi hanno già perso all’andata. Quindi l’estromissione della Russia porterebbe l’Italia a essere già qualificata per la seconda fase, partendo da una situazione decisamente migliore all’attuale e… senza la Russia come concorrente.

Insomma, al di là di un provvedimento che è tutto tranne che inclusivo e che riguarda solo la politica (non la politica sportiva…), non ci sembra molto opportuno e “gradevole” intervenire a gamba tesa quando si ha un così diretto e poco sportivo (qui sì) vantaggio. Le prossime partite delle qualificazioni si giocheranno a inizio luglio e, sempre a nostro modo di vedere, la Fiba fa bene a prendersi tutto il tempo possibile per una decisione sulla quale, poi, non potrà tornare indietro. Forse vedere l’Italia del calcio eliminata dalla Macedonia del Nord ha spaventato molti in Federazione, e lo possiamo capire, ma sollecitare l’estromissione di un tuo diretto concorrente, fra l’altro su tematiche così complesse e delicate come un conflitto militare, non ha nulla di sportivo. Sempre che di sport si stia ancora parlando.

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