Tre anni e 8 mesi di reclusione. È la condanna inflitta ieri con rito abbreviato dal Gup del tribunale di Forlì, al produttore cinematografico N.D. che lo ha riconosciuto colpevole dei reati di usura, estorsione e detenzione di droga a fine di spaccio. L’accusa aveva chiesto per l’incensurato, la condanna a 5 mesi e 10 giorni.
La storia
Il 52enne, assistito di fiducia dall’avvocato Andrea Guidi del Foro di Rimini, era stato arrestato lo scorso marzo, nel pieno del lockdown, subito dopo aver ricevuto 200 euro da un ristoratore di Savignano che con lui aveva contratto un debito di 1.600 euro per l’acquisto di cocaina. N.D. era solo uno dei tanti con cui si era indebitato a causa del suo vizio, ed a lui, per iniziare a far fronte ad alcuni debiti, aveva chiesto un prestito di 2.500 euro. Denaro che il produttore disse di non avere ma era in grado di procurarsi da amici degli amici. Fatto sta che al momento della consegna della somma richiesta, N.D. allegò una ricevuta con una somma esattamente doppia da restituire: 5mila euro. Il ristoratore, con non poca fatica riuscì a racimolare nei tempi stabiliti 4.500 euro. Ecco perché quando il produttore gliene ha chiesti altri 1.500, ha cercato di opporre resistenza. N.D., per dissuaderlo, avrebbe perciò minacciato di far del male ai suoi parenti più stretti.
La svolta
È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il ristoratore, terrorizzato, ha varcato il portone della caserma della Compagnia dei carabinieri di Cesenatico ed ha raccontato la sua storia. I militari hanno così organizzato la trappola: fotocopiati 200 euro li hanno affidati alla vittima che avrebbe dovuto consegnarli al produttore al Romagna Shopping Valley. Avvenuto il passaggio i militari sono spuntati dal nulla e l’hanno arrestato. Dopo l’arresto è stata perquisita anche la casa di Bellaria del produttore cinematografico. Qui sono stati sequestrati dai carabinieri 8 grammi di cocaina suddivisa in 2 dosi, due bilancini di precisione, sostanza da taglio, materiale per il confezionamento dello stupefacente e la somma in contanti di 28.500 euro circa, ritenuta provento delle illecite attività dell’uomo. In casa i militari hanno anche trovato due pistole ad aria compressa, fedeli repliche di armi da fuoco, una delle quali era stata anche usata per minacciare la sua vittima. L’avvocato Guidi ha già annunciato ricorso in appello. Il ristoratore si è costituito parte civile attraverso l’avvocato Luca Orsini del Foro di Forlì.
Ultima annotazione. N.D. in occasione cella cattura era stato denunciato per la violazione del “Dpcm Coronavirus”: visto che era uscito senza motivo dal Comune di Bellaria.

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