Esplosi i casi di povertà a Savignano

Povertà in aumento di almeno il 30%, ma crescono anche iniziative e donatori. Il Covid-19 ha messo sul lastrico varie persone. Nell’ultimo anno la locale Caritas registra un aumento ancora maggiore delle famiglie molto povere, quelle che chiedono aiuti alimentari, che salgono da 32-33 a oltre una cinquantina. Ma aumenta anche la propensione a donare da parte di chi può.

Recenti casi di disagio

Negli ultimi giorni in città ci sono stati alcuni casi casi di disagio sociale. Tre giorni fa l’ambulanza è dovuta intervenire in centro per soccorrere una persona svenuta ritrovata in un’area attigua alla via Emilia dove sono state trovate diverse bottiglie vuote e un cuscino. Nei giorni antecedenti la polizia locale ha controllato alcune volte un senzatetto che con cartoni e stracci si era installato nel sottopasso tra le vie Saffi e Repubblica, senza dar fastidio a nessuno. Infine, è di ieri, la notizia sul “Corriere”, della confessione di un savignanese, italianissimo e “ladro per necessità”. Arrestato per un’altra rapina commessa a Santarcangelo ha ammesso a sorpresa le sue responsabilità anche in una rapina svoltasi al Conad sulla via Emilia a Savignano. Un 61enne, ex autista in cassa integrazione, rimasto senza lavoro, che non avendo il denaro per pagare l’affitto si è dato alle rapine. La sua confessione ha tolto dai guai un altro sospettato che rischiava il carcere.

Il “refettorio solidale”

Realizzato ex novo all’inizio dell’anno il “refettorio solidale” è un luogo per fornire pasti caldi con posti a sedere, in collaborazione tra Caritas diocesane di Rimini e Savignano, “Amici del Don Baronio”, associazioni e volontari. Un aiuto per i poveri, inaugurato nel momento giusto e utile per intercettare una evidente esigenza, dove occorre presentarsi con un’apposita tessera di pranzo gratuito e poi si accede ai 20 posti a sedere nei locali messi a disposizione dalla “Amici del Don Baronio”, nella sede vicina alla via Emilia. I destinatari del servizio sono segnalati al Centro ascolto di Savignano dai Servizi sociali dell’Unione e dalle Caritas dei cinque Comuni aderenti. I pasti arrivano in contenitori termici monouso da Caritas Rimini e poi sono serviti al tavolo da un’organizzazione che conta 30 volontari che operano a rotazione 4 per turno.

La Caritas locale

«L’anno scorso all’inizio della pandemia donavamo pacchi a 32-33 famiglie indigenti – informa Rosaria Bersani, volontaria della Caritas locale che al sabato con Elena Battistini fa prima accoglienza nella sede nel cortile della parrocchia Santa Lucia – poi il fenomeno è esploso superando oggi le 50 famiglie completamente povere. Il numero degli stranieri è rimasto invariato, sono gli italiani che sono aumentati. Ma come Caritas vediamo che sono anche aumentate le donazioni, sia dalle aziende, sia dalla gente comune che magari ci porta biscotti, merendine, pacchi di caffè o prodotti per la casa e l’igiene. Ecco, è la generosità dei savignanesi che ci da speranza».

L’idea del quartiere

«In quest’anno di Covid la situazione è peggiorata – conferma Emanuele De Carli, presidente del quartiere Centro – come volontario Caritas posso affermare, a malincuore, che sempre più famiglie della nostra comunità sono in difficoltà economica. Passo spesso i pomeriggi in parrocchia in centro, e sempre più persone vengono a chiedere alla chiesa contributi economici per “tirare avanti”. Come presidente del quartiere sono però orgoglioso di notare sempre più brava gente elargire offerte e aiuti per chi è rimasto indietro. La popolazione si è resa conto dell’importanza degli aiuti agli ultimi. Personalmente sto lavorando per creare una bacheca pubblica in centro davanti alla chiesa. Dove persone bisognose possano prendere in maniera anonima prodotti alimentari per sfamare le loro famiglie».

Il sindaco

«La nostra comunità non è passiva – conclude anche Filippo Giovannini, sindaco di Savignano – gesti come quelli delle donazioni da Coldiretti e Campagna Amica, il refettorio solidale, le iniziative solidali nei quartieri, dimostrano che c’è ancora la cultura dell’aiuto verso il prossimo».

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