Escluso da Paralimpiadi perché troppo intelligente: Roma si muove

«La disabilità nello sport? Ci stiamo muovendo per trovare una soluzione anche se ci sono troppe variabili per riuscirci a tempo record». Il presidente della Federazione italiana sport paralimpici e sperimentali, Sandrino Porru, interviene sul caso di Luca Venturelli, il 18enne autistico campione di atletica troppo intelligente per gareggiare all’estero.

Il caso

A tagliare fuori il bellariese dagli europei di Finlandia, nonché dal sogno Paralimpiadi è bastata una manciata di numeri, in base alla norma internazionale che esclude chi ha un quoziente d’intelligenza superiore a 75. Al riguardo Porru commenta: «La disabilità intellettiva è entrata nel circuito paralimpico solo dagli anni Ottanta e nell’euforico tentativo di inglobare tutto non sono mancati disastri, di cui all’epoca non parlammo perché sarebbe stato controproducente». Ora il nocciolo della questione è che a livello paralimpico «è annoverata la disabilità intellettiva ma non quella relazionale». Da qui i regolamenti che fuori confine mettono nero su bianco la soglia di disabilità minima non prevista invece a livello nazionale. «Ma – assicura Porru – la Federazione che non ha mai smesso di lavorare si sta muovendo per Luca e quanti sono nella sua situazione».

Difficile trovare la quadra

«Nel dettaglio – prosegue il presidente – stiamo predisponendo dei tavoli per impostare le valutazioni, permettendo agli atleti di confrontarsi a pari capacità». Un’impresa comunque non facile, perché, continua ancora Porru, «pur cercando correttivi la variabilità dei casi resta enorme. Un esempio? C’è chi come Luca odia lo sparo dello starter e chi no. Senza dimenticare che ogni disciplina prevede parametri propri per l’eleggibilità degli atleti, peraltro molto allargata negli anni». Quanto al confronto con gli altri Stati, è garantito dalla presenza del presidente del Comitato paralimpico, Luca Pancalli, nel Board dell’International Paralympic Committee. «Ma il nostro – rimarca – è un mondo in continua evoluzione dove trovare la quadra è difficile. Più si cerca la massima prestazione più si allontana l’opportunità di aver atleti con prestazioni paritetiche». Numerosi infine gli scenari sui generis. «Nei cento metri c’è chi arriva 20 secondi dopo il primo classificato e poi c’è chi – nota – va contro ogni previsione come la non vedente Assunta Legnante che lancia il peso più lontano degli ipovedenti».

Intanto la storia del giovane bellariese ha fatto il giro d’Italia ed ora anche il piccolo schermo accende i riflettori, con l’invito di Maria De Filippi e Le Iene per fare partecipare il giovane Luca ai programmi televisivi e accendere i riflettori sulla sua storia.

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