Escherichia coli, divieto di balneazione a sud del porto di Riccione

Escherichia coli, divieto di balneazione a sud del porto di Riccione

RICCIONE. Balneazione vietata a sud del porto di Riccione. A seguito delle analisi programmate di Arpae ed effettuate nei giorni scorsi, l’acqua nel tratto a ridosso del portocanale non è risultata idonea alla balneazione e per tanto è scattato il divieto temporaneo attraverso un’ordinanza del Comune di Riccione. In particolare sono risultati in eccesso sia gli escherichia coli che gli enterococchi intestinali. L’area del divieto ha un’estensione di 311 metri. Sono in corso analisi per verificare se i valori sono migliorati. Bisognerà inoltre capire come mai da Cesenatico a Cattolica solo a sud del porto di Riccione si siano riscontrati questi dati, compatibili con il problema degli scarichi a mare. Si ricorderanno le recenti polemiche da parte del Comune di Riccione che per voce dell’assessore al Turismo Stefano Caldari accusava il Comune di Rimini di essere la causa dei divieti lungo la costa. In questo caso le acque di Rimini sono risultate perfettamente idonee alla balneazione mentre quelle di Riccione, limitatamente all’area a sud del portocanale, no.

La replica del Comune: “qualità dell’acqua eccellente”
Ma l’Amministrazione spiega che “la qualità delle acque del mare nel porto canale di Riccione è eccellente. Questa è la classificazione di qualità dell’acqua di balneazione stabilita dal Ministero della Salute. Questo è l’elemento oggettivo e inconfutabile che conta, in quanto i numerosi prelievi effettuati nel quadriennio 2016/2019, e confermati anche per la stagione in corso, hanno evidenziato un mare che gode di ottima salute. I controlli scrupolosi sono stati ininterrotti durante la stagione estiva secondo il calendario regionale, ma anche nei mesi antecedenti la stagione estiva l’Amministrazione si è prodigata nel svolgere una serie di azioni volte a garantire la buona qualità delle acque del nostro litorale. Nel caso particolare relativo al campionamento effettuato da Arpae lunedì 9 settembre al porto canale, e che il giorno successivo ha evidenziato, come rilevato dall’Ausl un lieve superamento dei limiti di enterococchi, in quanto si tratta di  609 MPN /100 ml, va sottolineata una chiara incongruenza che, anche in virtù dell’incontro tecnico, seppur tardivo, dello scorso agosto tra Regione ed enti interessati, andrebbe chiarita. A seguito della comunicazione telefonica dell’Ausl agli uffici comunali all’ambiente alle ore 15.36, alla quale è seguita alle 16.19 la comunicazione ufficiale con la proposta di emissione di ordinanza, alla richiesta del Comune avanzata ad Arpae di ripetere il campionamento al fine di verificare se i valori sopra i limiti fossero effettivamente di breve durata in modo da accelerare l’emanazione della relativa ordinanza di revoca del divieto temporaneo di balneazione, la risposta ottenuta è stata che la normativa regionale prevede che la ripetizione dei campioni possa avvenire solo in un arco di tempo prestabilito. Insomma oltre l’orario consentito ( 09.00-16.00) non è stato possibile procedere ad un ulteriore campionamento. Trasparenza e capillarità dell’ informazione diventano dunque quantomeno urgenti per venire a capo di un percorso che ad oggi, purtroppo non fotografa in tempo reale quanto accade sullo stato di balneabilità delle acque. Tanto più se, come nel caso specifico del campionamento al porto canale, tutti i riscontri richiesti dagli uffici comunali hanno dato esito negativo. Nessuna anomalia è stata registrata.  Il gestore del servizio depurativo e fognario,Hera, non ha rilevato la presenza di scarichi fognari attivi. Non ci sono state peraltro segnalazioni all’Ufficio Locale Marittimo o registro di attività nei giorni immediatamente antecedenti alla data di prelievo tali da metterli in relazione con i valori registrati. Come amministrazione comunale continueremo a far sentire la nostra voce presso tutti gli enti preposti, la sicurezza e la tranquillità dei nostri turisti, cittadini e operatori sono un’indiscutibile priorità. Per questo ribadiamo che il mare è pulito controllato, serve però una comunicazione e una operatività più snella e tempestiva. Una collaborazione proficua e reale tra enti”.

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