Esce oggi “Piacere di conoscerti”, il film di Laura Pausini

«Che cosa avrei fatto se non avessi vinto Sanremo?» Parte da questa domanda il docu-film “Piacere di conoscerti” di Laura Pausini che da oggi è disponibile su Amazon Prime Video e che nella serata di martedì 5 aprile è stato presentato in anteprima a Roma insieme a tutto il cast e a una nutrita delegazione romagnola. Tra gli attori sono infatti numerosi quelli autoctoni, dall’attrice riminese Tamara Balducci a quella faentina Maria Pia Timo, passando per i ruoli dei giovani Luca Lorenzi (di Rimini), che veste i panni del figlio della cantante durante lo “slinding doors”, e di Cesara Zeka (di Novafeltria) che interpreta Laura Pausini da ragazza. Periodo pieno di novità per l’artista di fama mondiale originaria di Solarolo che dal 10 al 14 maggio è attesa a Torino per condurre gli Eurovision Song Contest 2022 insieme ad Alessandro Cattelan e Mika (da oggi sono disponibili i biglietti su TicketOne). La pellicola è accompagnata dal brano “Scatola” scritto a quattro mani con Madame.

Trama. Il film diretto da Ivan Cotroneo, è incentrato sull’artista italiana, nota in tutto il mondo. Pausini, che ha venduto più di 70 milioni di dischi, è una delle cantanti italiane più conosciute e ascoltate al di là dei nostri confini, ma cosa sarebbe successo se quella sera del 1993 non avesse vinto il Festival di Sanremo? Per scoprirlo e provare a dare una risposta a questa domanda che il film si pone, Pausini ripercorre quei passi che l’hanno condotta fino a dove è oggi, dalla sua infanzia a tutti i momenti importanti della sua vita, ma soprattutto la sua quotidianità. La cantante cerca di immaginare come sarebbe stata la sua esistenza, se non fosse diventata una star di portata mondiale.

Laura Pausini ha un primato unico nel nostro Paese: dopo aver vinto il Golden Globe con “Io sì”, brano vincente come miglior canzone originale, è stata candidata nella stessa categoria dall’Academy Awards, esibendosi nella notte degli Oscar in mondovisione. Questo film racconta la sua storia, mostrando l’artista che siamo stati in questi anni abituati a conoscere, e quella privata, che invece Pausini ha sempre vissuto più intimamente, restando lontana da riflettori e gossip.

«Questo film è un grande regalo per i suoi fan e una grande scoperta per tutti quanti – racconta l’attrice riminese Tamara Balducci, reduce dalla première romana –. L’amore che mette nei confronti delle persone le viene restituito tutto. Anche nella serata di presentazione è stata disponibile a fare foto con tutti e il film è la testimonianza di un’artista straordinaria che non ha mai dimenticato le sue origini. Nella pellicola prendo parte a quello che è lo “slinding doors” e interpreto Carmen, l’amica con cui Laura gestisce la Trattoria del sole e dove ama fare piano bar, mentre Maria Pia Timo è la proprietaria a cui dobbiamo ogni mese l’affitto. Il pretesto per questo lavoro è nato durante il lockdown quando Pausini si è ritrovata a fare una vita “normale” di donna e si è chiesta cosa sarebbe successo se le cose fossero andate diversamente. La lezione è che in ogni caso sarebbe stata sempre lei e il fuoco della passione sarebbe comunque emerso, in un ambito o nell’altro».

Gran parte della pellicola è dedicata alla sua emozionante carriera, ma trova spazio anche la parentesi in cui il tempo rimane sospeso a immaginare un’altra vita, cogliendo l’occasione per trasmettere valori importanti, in primis a sua figlia Paola e a tutto il resto il mondo.

Nell’intervista rilasciata a Vanity Fair, Pausini ha dichiarato: «Dopo il Golden Globe, con l’Italia in ginocchio per il Covid, mia figlia mi ha detto: “Non sono brava come te!”. La paura di essere troppo ingombrante per lei è esplosa. Ho sperato davvero di non vincere l’Oscar, e quando è successo ho gioito. Era l’unico modo per poter insegnare a Paola il fallimento e aggiungerlo ai messaggi di “Piacere di conoscerti”».

Una grande soddisfazione per chi sognava di «fare pianobar in quanto femmina, perché all’epoca in Romagna si esibivano solo gli uomini», ancora sulle pagine di Vanity Fair.

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