Esce la nuova guida alla storia di Rimini

Serviva veramente una nuova guida su Rimini? La risposta di Annamaria Gradara, giornalista e scrittrice neo vincitrice del Premio Guidarello, è «sì, serviva». Dunque arriva in queste ore in libreria e in edicola un nuovo capitolo della collana “La storia d’Italia”, dedicato proprio alla città di Rimini, La storia di Rimini pubblicata dall’editore Typimedia di Roma.

Gradara definisce questo volume come un «viaggio attraverso le epoche, descritte attraverso vicende, episodi chiave e personaggi che le hanno vissute in prima persona». Non una semplice guida turistica, dunque, e nemmeno un libro di storia, ma una ricerca approfondita sulla vita di una delle città più culturalmente ricche del territorio, e non solo.

Come viene affrontata la città di Rimini in questo libro?

«È stato fatto un lavoro molto approfondito su tutta la storia di Rimini dalla preistoria ai giorni nostri. Una lunga ricerca e una scoperta continua, che va oltre ai personaggi e ai periodi salienti. Sono arrivata a tracciare una storia di Rimini molto ricca, che io stessa non conoscevo appieno».

Come spiega Luigi Carletti, direttore della casa editrice Typimedia, «dopo il successo riscontrato con volumi dedicati ai grandi quartieri di Roma, volevamo tornare nell’Italia che non è Roma. Di Rimini volevamo raccontare la bellezza, ma soprattutto valorizzarne il piano storico. Oltre alla fama di capitale delle vacanze, questa città ha un bagaglio culturale notevole, ed era giusto renderlo noto».

C’è un filo rosso che ha seguito?

«Sì – ammette Gradara –, come per i volumi precedenti, c’era una struttura prestabilita, avevo un format da seguire. Il libro si compone di dieci capitoli, ogni capitolo affronta un periodo storico, Preistoria, Età romana, Medioevo, Rinascimento e così via».

Che tipo di ricerca è stata fatta?

«Senza dubbio è stato molto prezioso il dialogo e il confronto diretto con alcuni esperti ed esperte delle varie epoche. Tra loro, ad esempio, Stefano Sabattini – uno dei primi archeologi dei musei comunali, ora in pensione –. La sua grande passione per gli scavi e la sua conoscenza nel settore mi hanno aiutato nella stesura dei capitoli che riguardano la fase preistorica. È stato un lavoro, questo, di studio, lettura e ricerca che mi ha portato a conoscenza di molte vicende non troppo note».

Com’è strutturato il libro?

«Ogni capitolo ha dei sotto paragrafi. Il capitolo dedicato all’età romana, per esempio, vede una sezione dedicata alle Domus del Chirurgo. La stesura degli argomenti ha cercato di coprire, nella maniera più precisa possibile, un arco di tempo dalla preistoria ai giorni nostri. Un’altra sezione del volume è dedicata alla pittura del Trecento riminese e ai pittori della scuola giottesca. Il terzo capitolo arriva a parlare dei Malatesta, affrontando prima il periodo tardo antico e quello bizantino. Dopo i Malatesta si arriva a parlare della Controriforma e dello Stato Pontificio, citando prima i Borgia e poi Leonardo Da Vinci. Dopo il Seicento si descrive il Risorgimento, per poi arrivare a parlare dell’Ottocento e del Novecento».

Quali sono i personaggi presi come riferimento?

«Ogni epoca ha il suo. Parlando dell’età romana era impossibile non citare Giulio Cesare. Nel capitolo dedicato al Seicento ho preso come riferimento il pittore Guido Cagnacci, ma anche il mecenate e bibliofilo Alessandro Gambalunga. Parlando del Novecento non potevo esimermi dal prendere come riferimento Federico Fellini. Chi meglio di lui poteva raccontare la Rimini di quel periodo?».

Qual è il messaggio che vuole trasmettere?

«Più che messaggio, c’è una constatazione da fare: spesso sembra che Rimini sia nata non più di 170 anni fa, come città del turismo, ma in realtà c’è una storia millenaria ricchissima che ha avuto un ruolo nel passato. L’obiettivo che mi ero prefissata era quello di far incuriosire i lettori e cercare di far conoscere a fondo la vera essenza della città. Lo stile è semplice, quasi documentaristico, però mi auguro che sia interessante per i lettori, riminesi e non».

«La cosa bella di questo tipo di volumi – aggiunge l’editore Carletti – è che gli autori si spingono oltre per cercare quelle vicende anche minori che si snodano attorno ai grandi eventi. Che i Romani siano passati per Rimini lo sanno tutti, ma quelle piccole caratteristiche che vanno ad arricchire la storia e la cultura della città spesso sono nascoste agli occhi dei turisti e, a volte, anche dei cittadini stessi».

Il volume verrà presentato mercoledì 21 dicembre alle 17.30 al Museo della Città di Rimini dall’autrice e dall’editore in dialogo con la giornalista Vera Bessone e con la presidente dell’Istituto Storico Oriana Maroni.

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