Equipaggio di Cesena a Leopoli con 40 tonnellate di viveri

È partita la seconda missione “Safe passage” di Mediterranea in Ucraina e uno dei 7 equipaggi che la compongono è partito da Cesena. Sono attivisti di Mediterranea Forlì-Cesena. Il van partito da Cesena è stato messo a disposizione dalla parrocchia di Sorrivoli, tra i sostenitori della missione c’è anche la cooperativa Terra dei Miti e parte degli aiuti che saranno consegnatioggi a Leopoli: sono una quarantina di tonnellate quelli raccolti grazie anche alla mobilitazione lanciata dal Centro Pace di Cesena.

Lo scopo di questa seconda missione, infatti, non è diverso dal primo viaggio di “Safe Passage”: portare aiuti umanitari in Ucraina, portare in Italia persone, senza alcuna distinzione, che diversamente faticherebbero ad attraversare il confine, pur avendone il diritto. Questa volta la missione di Mediterranea fa parte anche di una iniziativa più grande: l’azione di pace non violenta in Ucraina “Stop the war now”.

Quello che è partito da Cesena è uno dei 70 mezzi, tra pulmini, camper, macchine e pullman, della carovana di pace diretta prima a Korczowa, città polacca vicina al confine con l’Ucraina, per poi passare, questa mattina all’alba, il confine in direzione Leopoli. Sono circa 200 le persone provenienti da tutta Italia che partecipano, provengono dalle 108 associazioni che hanno aderito al manifesto “Stop the war”, il risultato di un lavoro collettivo nato attorno a una proposta avanzata in prima battuta dall’associazione Papa Giovanni XXIII, presente in Ucraina, anche con il riminese Alberto Capannini di Operazione Colomba sin dai primissimi giorni dopo l’inizio dell’invasione russa.

Nel manifesto “Stop the war now” c’è la richiesta di un immediato “cessate il fuoco” per dare spazio alla diplomazia internazionale e alle Nazioni Unite, e di consentire alle organizzazioni umanitarie internazionali di intervenire.

Sono 108 quelle che figurano nell’elenco degli aderenti e co-promotori dell’iniziativa. Insieme all’associazione Papa Giovanni XXIII e a Mediterranea ci sono realtà cattoliche come Beati costruttori di pace, Pax Christi, Comboniani, Focolari e Pro civitate; ci sono Cgil, Arci, Un ponte per, Libera e Gruppo Abele; c’è l’associazione delle ong italiane, Extinction Rebellion e Legambiente, Arci solidarietà, Resq. «Con i rappresentanti della società civile nonviolenta e pacifista e di altre realtà impegnate nella costruzione della pace – si legge nel manifesto -, entreremo in territorio ucraino per testimoniare, con la nostra presenza sul campo la volontà di pace e per permettere a persone con fragilità, madri sole e soprattutto bambini, di lasciare il loro Paese in guerra e raggiungere l’Italia». Sono circa 200 le persone che la carovana cercherà di portare in salvo.

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