E’ un no fermo quello che gli albergatori di tutti i comuni della costa sostengono rispetto al progetto del parco eolico. Non è un no all’energie rinnovabili ma a un progetto che rischia, a giudizio delle associazioni degli albergatori, di fare più danni rispetto ai benefici che può dare al territorio. Dunque no a un progetto isolato e dubbio, sì a un percorso virtuoso e partecipato che attraverso una pianificazione strategica porti alla sostenibilità.

Di seguito la nota firmata da Patrizia Rinaldis in rappresentanza delle Federalberghi della Provincia di Rimini.

“Le Associazioni Albergatori di Rimini, Riccione, Bellaria, Cattolica, Misano,  unite si  inseriscono nell’acceso dibattito che si è sviluppato attorno all’ipotesi di progetto per la realizzazione di un parco eolico off-shore al largo delle coste riminesi. L’intensa  esperienza di pianificazione strategica con cui, negli ultimi dieci anni, è stato ridisegnato il modello di sviluppo della Riviera ci ha lasciato, oltre che una costa profondamente trasformata anche  nel segno della sostenibilità, una lezione molto importante. Un percorso strategico, per avere successo, deve svilupparsi non a partire da un tema specifico, per quanto importante o persino urgente , ma su un approccio fortemente integrato tra diversi ambiti tematici, settori operativi, bisogni, opportunità e obiettivi. In assenza di questa visione il rischio molto concreto è che, per rispondere a una “urgenza”, si finisca per mettere a repentaglio un’altra “urgenza”. Nello specifico caso del parco eolico off-shore, l’“urgenza” di energia pulita contro quella della salvaguardia del paesaggio. Qui non si tratta di cadere nelle solite sterili discussioni tra progresso e tutela paesaggistica, che per tanti anni hanno accompagnato in Italia un dibattito che nella maggior parte dei casi non è  riuscito  a garantire il perseguimento di una qualità urbana. Credo siamo tutti consapevoli di quali siano i rischi che stanno minando la sopravvivenza del nostro pianeta e di quanto sia necessario invertire drasticamente la rotta e intraprendere con ferma determinazione la strada verso la sostenibilità. Come area vasta Romagna sarebbe molto stimolante costruire un percorso strategico che individui nella sostenibilità  economica, sociale e ambientale,  il suo filo conduttore. Se vogliamo che questo percorso si traduca in un vero e proprio processo di cambiamento, dobbiamo evitare fughe in avanti e agire con metodo. Parlare di cambiamento  sostenibile  significa delineare una strategia che chiama in causa la transizione industriale, energetica, della mobilità, urbana e agricola. Solo nel momento in cui si intraprende questa strada con grande convinzione, responsabilità e trasparenza da parte di tutti: il settore  pubblico, gli attori privati, i finanziatori e la comunità stessa potremo generare un impatto reale. Il Parco eolico off-shore finirebbe per creare un grande conflitto: quello tra l’interesse (di tutti? di tanti? o di alcuni?) e l’ennesima deturpazione di un paesaggio e di un ambiente che nel passato abbiamo troppo spesso messo in subordine e che oggi invece rappresenta l’ossatura portante della nuova immagine del nostro territorio di cui, come operatori del settore alberghiero, siamo e saremo strenui difensori avendo noi stessi attivamente contribuito a costruirla”.

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