Entra in tribunale a Rimini con una pistola a gas: denunciato

Ricercatore universitario entra in tribunale con una pistola e viene denunciato a piede libero. È accaduto ieri mattina a Rimini. Il giovane, che ha 25 anni e risiede a Forlì, è stato bloccato all’ingresso dalle due guardie giurate dell’Istituto di vigilanza Coop Service che presidiano l’atrio. Quando nel monitor dello scanner è apparsa l’arma, le guardie hanno sbarrato la strada al ragazzo per impedirgli di recuperare la valigetta ventiquattro ore passata al vaglio dell’occhio tecnologico. Nel trambusto il giovane si è sentito male, forse perché sorpreso o spaventato dalla pronta reazione. «Non sono un criminale» ha gridato, alzando le mani per mostrare che non aveva cattive intenzioni. I due addetti alla sicurezza, Luigi De Luca e Massimo Cavallo, hanno constatato che nello zaino, all’interno di una custodia, c’era la un’arma, con due bossoli. «Non è la mia è di mia madre, detenuta regolarmente, ma è una pistola a gas, non è una vera arma», ha ripetuto il giovane pallido come uno straccio. Il 25enne è stato denunciato a piede libero e la “scacciacani” è stata sequestrata. Come tirocinante universitario il giovane – di origine straniera, incensurato e lanciato verso una carriera internazionale – in passato aveva avuto accesso agli uffici del tribunale e probabilmente voleva solo tornare a salutare chi gli aveva dato una mano nelle sue ricerche. In apparenza non è un tipo bellicoso né aggressivo, si è detto profondamente mortificato dalla spiacevole situazione.

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