Enia porta in Romagna il suo “Maggio ’43”

È il teatro Masini di Faenza a ospitare per primo in Romagna il riallestimento dello spettacolo di Davide Enia “Maggio ’43”, oggi (ore 21). La pièce andrà in scena poi il 27 maggio al teatro Diego Fabbri di Forlì, il 28 maggio al teatro Chiari di Cervia e 29 e 30 maggio al Goldoni di Bagnacavallo.

“Maggio ’43”, scritto dallo stesso Enia, con le musiche in scena di Giulio Barocchieri che ha accompagnato l’artista palermitano anche in “L’abisso”, è un testo che già nel 2004 suscitò l’interesse e la commozione del pubblico. Nasce infatti da interviste fatte a chi subì i bombardamenti alleati sul porto, sulle strade, sulle case di Palermo, il 9 maggio 1943. L’elaborazione drammaturgica parte da questa narrazione e dalle memorie raccolte per poi intrecciarle e rielaborarle in un’unica storia. Spesso i nostri anni segnati dalla pandemia vengono definiti una “guerra”: Enia racconta la guerra vera, quella in cui non si sa se un minuto dopo si sarà vivi, o si finirà maciullati da una bomba o da un crollo. Racconta anni difficili, nei quali manca tutto, e niente è a portata di mano: tanto che la voce narrante si chiede, senza risposta: «Cos’è che non ce la faccio più a mangiare sempre pane nero e allora cerco di pescare le anguille? Cos’è cercare l’amuchina al mercato nero? Cos’è che mi servono 1800 lire per le medicine e non so come recuperarle? Cos’è vedere il massacro di Palermo il 9 maggio ’43 e camminarci dentro e non ci sono più le case e nemmeno le strade e non si vede niente che c’è polvere e fumo dappertutto ma comunque quello che vedi nemmanco si riconosce?».

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