Eni apre a Ravenna un hub per startup e imprese locali

Il presidio internazionale della “scuola per start-up” di Eni prende sede a Ravenna, e avrà come riferimento il Centro Ricerche di Marina, per pensare nuove soluzioni di transizione energetica. È stato presentato ieri l’hub di Joule, la scuola di impresa del Cane a sei zampe, che verrà movimentato da Mind the bridge. Si chiamerà Ora (Outpost Ravenna for Energy Transition) e prenderà forma come piattaforma di innovazione su tecnologie legate al mondo della blue e green economy che punta a supportare la transizione delle imprese del territorio grazie a partnership e collaborazioni industriali con startup e scaleup internazionali: «Il progetto ha una prima fase semestrale, che si chiuderà con l’Omc di maggio – ha spiegato Mattia Voltaggio, Head di Joule -. Un periodo durante il quale compiremo uno scouting di start-up». I numeri dello sforzo compiuto da Eni sono importanti: nelle dieci call per startup sono 700 le nascenti imprese innovative che vengono vagliate di cui 60 entrano in portfolio. Di queste 45 hanno successo nel diventare vere e proprie aziende e dieci sono quelle che avviano una collaborazione con Eni: «La percentuale del 75% di evoluzione in azienda fra le startup selezionate è un’incidenza veramente alta e la motiviamo non solo in base al sostegno che viene loro fornito – ha proseguito il ragionamento Voltaggio -, ma anche in base all’apporto di competenze che forniamo a queste realtà, che risulta un vero valore aggiunto. Vediamo a Ravenna i presupposti, in questo senso, per creare l’hub più internazionale in Italia in riferimento alla green economy». Una novità che il sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, ha salutato come «un importante percorso che viene avviato, dopo che con Eni avevamo già, attraverso la Fondazione Enrico Mattei, lavorato in maniera approfondita sullo sviluppo delle startup.

Proprio in quell’ambito – ha ricordato il primo cittadino ravennate – la Fondazione aveva compreso Joule come partner, che ora ci ha avvicinato Mind the bridge per compiere assieme questo cammino, che vuole consolidare il protagonismo che Ravenna si è conquistata sul tema dell’energia e dell’economia circolare». Il progetto Ora si fonda su tre capisaldi: la formazione di giovani talenti, il supporto delle imprese del territorio e il business matching. Si compirà, pertanto, un percorso di formazione annuale rivolto a giovani neo-laureati dell’Università di Bologna con focus sulla blue e green economy. Il percorso formativo andrà dallo scouting internazionale al matching con le aziende del territorio fino all’implementazione di progetti di sperimentazione (PoC – Proof of Concept. Verrà svolto poi un training rivolto a imprenditori locali su metodologie e best practices relative alle opportunità dell’innovazione congiunta e i principali modelli e strumenti a supporto, con la creazione di gruppi di lavoro e attività di network che permetterà di individuare i bisogni delle aziende su alcune filiere strategiche del territorio: chimica, gestione dei rifiuti, carbon capture & storage, efficienza e sicurezza energetica, rinnovabili. E così, una volta mappati i bisogni delle aziende del territorio, saranno selezionate startup a livello nazionale e internazionale per realizzare attività di innovazione tecnologica congiunta.

«Non vogliamo essere un acceleratore né un incubatore di startup – ha concluso Alberto Onetti, chairman di Mind the bridge -. Saremo una piattaforma internazionale aperta e troveremo come nostro fulcro il Centro di ricerche Ambiente Mare ed Energia di Marina di Ravenna. Questa prima fase sperimentale durerà sei mesi, ma sappiamo già che avremo bisogno di un orizzonte di almeno cinque anni».

Ravenna è in ordine temporale il sesto hub aperto dalla Scuola di Impresa Eni in Italia dopo Milano, Roma, Venezia, Taranto e Metaponto.

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