Emilia-Romagna sostenibile presenta le sue start-up

Per la ripartenza dopo l’emergenza Covid-19 l’Emilia-Romagna punta alla sostenibilità e ad Ecomondo ne sta dando dimostrazione. Diverse sono le start-up green che partecipano all’esposizione e che stanno lavorando sull’economia circolare e sull’internet delle cose. KiRa Technology, della Provincia di Forlì-Cesena, ha sviluppato BioGs, un microcogeneratore per utenze domestiche di piccola potenza a basso impatto ambientale ed elevato contenuto tecnologico. Alimentato tramite biomassa secca di scarto e basato su alcune tecnologie innovative, prevede il sequestro di carbonio sotto forma di biochar, con la riduzione delle emissioni di CO2: 100g di carbonio sequestrato per ogni chilogrammo di biomassa processata. Poi c’è la riminese Let It Trees.com Srl, una società benefit che offre, attraverso un sito e relative piattaforme social, l’opportunità di adottare metri quadrati di foresta in Amazzonia e di controllarne, attraverso le nuove tecnologie, la loro conservazione, crescita e sviluppo. A Ravenna Zero3, invece, fa servizi di progettazione impiantistica, consulenza ambientale, analisi di producibilità, termografie e diagnosi termografiche. Propone un prodotto per la regolazione automatica e l’ottimizzazione della captazione del biogas dotato di sistema d’analisi, controllo, verifica e monitoraggio da remoto, predisposto per l’acquisizione, la gestione ed il controllo dati in tempo reale. Sempre a Rimini, la Eso Recycling punta all’economia circolare: nasce dalla volontà di dare alla gestione e raccolta dei rifiuti un impatto positivo sull’ambiente. L’azienda ha effettuato sperimentazioni che hanno permesso la trasformazione degli scarti provenienti dai rifiuti sportivi in materia prima seconda reimmettendola sul mercato attraverso nuovi prodotti. Si occupa della re-immissione sul mercato di tutti quei materiali che risulterebbero scarti, ma che in realtà possono avere una seconda vita, sotto forma di nuovi prodotti e deviare i materiali dal flusso delle discariche verso un processo virtuoso.

Con la suola delle scarpe sportive giunte a fine vita, per esempio, vengono realizzate piste di atletica, pavimentazioni per i parchi giochi per i bimbi e si stanno sperimentando nuovi prodotti per usi civili e industriali. A Key Energy c’è Jarvis, prodotto dalla bolognese Ioota, una soluzione dell’internet delle cose per lo smart building che abilita l’efficienza energetica, il comfort, la sicurezza e l’automazione con un solo punto di controllo e gestione, anche da remoto. Una soluzione smart non solo per la gestione di più oggetti ed impianti ma che regola in maniera dinamica ed automatizza l’esecuzione di regole e scenari basati su eventi e servizi di terze parti (come per esempio il meteo, la presenza di persone, dati da sensori), con l’obiettivo principale di ridurre gli sprechi ed i consumi, le emissioni di CO2, il tempo per operazioni ripetitive ed aumentare il comfort degli ambienti, la sostenibilità ambientale ed il risparmio economico.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui