Emilia-Romagna. L’Ordine: ci vuole lo psicologo di base

BOLOGNA. Psicologi di base nelle case di comunità e uno stanziamento di risorse aggiuntive e strutturali per ogni distretto sanitario dell’Emilia-Romagna. L’Ordine degli psicologi dell’Emilia-Romagna va in pressing sulla Regione dopo l’incontro in cui sono state avanzate all’assessorato alla Salute alcune richieste, a cominciare dall’istituzione dello psicologo di base. “L’assessorato ci ha comunicato di voler investire nella psicologia con servizi strutturali e stabili. Ma non ci basta. Siamo disponibili al dialogo e alla collaborazione, ma attendiamo al più presto anche fatti e cifre da destinare al benessere psicologico”, spiega Gabriele Raimondi, presidente dell’Ordine degli Psicologi regionale. Investimenti concreti, dunque, soprattutto in un momento in cui le richieste dei cittadini in relazione a vissuti di ansia, depressione e disagio sono in aumento, ricorda l’Ordine professionale, e il bonus psicologo da 50 milioni di euro non è rientrato nella legge di bilancio nazionale. “Il nostro sistema pubblico regionale, pur con il massimo impegno dei professionisti coinvolti, non è in grado attualmente di dare piena e tempestiva risposta alle esigenze dei cittadini. Occorre un percorso condiviso e strutturale che veda la piena collaborazione tra Ordine degli psicologi e Regione per implementare l’investimento in psicologia”, sostiene Raimondi. Secondo l’Ordine degli psicologi è importante che lo psicologo di base, una figura riconosciuta come il medico di famiglia ma dedicato al benessere psicologico, venga istituito formalmente in Emilia-Romagna, così come accaduto recentemente in Campania. “Occorre inoltre incrementare la dotazione professionale psicologica nel sistema sanitario regionale e nelle case di comunità anche per il trattamento precoce del disagio e appunto investire nella salute mentale. Il Lazio, per esempio, ha istituito un fondo di 2,5 milioni dedicato all’accesso alle cure per la salute mentale e la prevenzione del disagio psichico per i giovani e le fasce più fragili della popolazione”, conclude l’Ordine degli psicologi. 

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