Rimini, emergenza risse e ribellioni al coprifuoco. Il questore: «Un problema di massa»

Violazione generalizzata del coprifuoco e non solo da parte degli adolescenti, scene da far west davanti ai locali pubblici, balli e musica in strada, risse tra giovanissimi e tensione con le forze dell’ordine. Il quadro preoccupante che si delinea a Rimini, con l’estate quasi alle porte, è comune ad altre città d’Italia e d’Europa. «Ci troviamo di fronte a un fenomeno generale – commenta il questore Francesco De Cicco – che merita una riflessione profonda. Se altrove la gente addirittura si coalizza per lanciare sassi e bottiglie contro la polizia in rivolta al coprifuoco è un problema di massa, non un problema di quattro scalmanati alle cantinette. Non lo dico per spostare l’attenzione, ma perché si inquadri meglio la situazione». Mentre i sociologi ne dibatteranno, il questore può e deve preoccuparsi sulle ricadute sull’ordine pubblico. «La nostra sorveglianza non viene meno, anzi. Piazza Cavour viene presidiata in maniera fissa dal giovedì alla domenica, così come le altre zone calde, Arco di Augusto, ponte di Tiberio, piazza Tre Martiri. C’è da tenere presente, però, che anche le zuffe sventate sul nascere si sono sviluppate sotto i nostri occhi: ragazzi minorenni, maschi e femmine, non si sono neppure preoccupati della presenza della polizia. È successo tutto mentre eravamo già lì: un adolescente ha spaccato una bottiglia sulla testa di un altro. A quel punto si tratta di interventi che richiedono misura, personale e tempo, dall’identificazione alla riconsegna alle famiglie. Con i ragazzini non si possono usare certo maniere forti, li separiamo ed evitiamo il peggio». C’è però l’impressione che, rispetto a prima, ci sia una maggiore tolleranza riguardo al rispetto degli orari serali. «Non è cambiato il numero di agenti e di pattuglie impegnate nei controlli e ci è chiara la necessità di evitare il rischio di una nuova impennata di contagi, quello che è cambiato è la percezione da parte dei cittadini. Le violazioni e le conseguenti segnalazioni sono molto maggiori di prima e così non è possibile intervenire contemporaneamente ovunque ci sia qualcuno che balla, beve, canta, salta o grida in strada dopo le 22. La tolleranza, ma parliamo di qualche minuto, può riguardare i locali: i ristoratori, ad esempio, hanno già pagato tanto, ma non riguarda i cittadini, specie se ubriachi e molesti, che non rispettano le regole. Assolutamente. L’allentamento riguarda gli orari, non i controlli. È più difficile e complicato tamponare il moltiplicarsi delle situazioni critiche che tra l’altro si verificano anche fuori dal centro». La tanto decantata collaborazione, inoltre, si scontra spesso con sorprendenti fenomeni di omertà, come ad esempio l’assenza di testimoni in grado di descrivere o spiegare le ragioni del raid punitivo dei giorni scorsi nei confronti di uno dei locali della Vecchia pescheria. «Sono pronto a dialogare con tutti e ricevere chiunque voglia spiegarsi, ma il ripetersi di episodi che turbano la sicurezza e l’ordine pubblico ha spesso delle conseguenze di natura amministrativa che prescindono perfino dalle responsabilità degli esercenti». La Squadra mobile, intanto, raccoglie riscontri proprio sul lancio di sedie documentato in un video pubblicato sui social. La temporanea chiusura del locale preso di mira potrebbe essere solo questione di tempo.

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