SAN MARINO. La Democrazia cristiana torna il primo partito di San Marino. Dopo tre anni di opposizione, la Dc si riscatta e si prepara a governare il Paese di nuovo. Al momento di andare in stampa, ieri, poco prima di mezzanotte, i dati erano ancora molto parziali e dunque di ancora difficile interpretazione. I rappresentanti della Democrazia cristiana, poco sotto al 35 per cento dei consensi, commentando i primi dati, hanno sostenuto che «a pagare è stata la credibilità piuttosto che la ricerca dello scontro con le altre forze politiche. I sammarinesi hanno scelto di votare in sicurezza. C’era un’insoddisfazione assoluta: il Paese ci ha chiesto di tornare». Il problema è: con chi si fa il Governo? Da oggi cominceranno i tentativi di convergenza. L’unica coalizione che la Dc ha escluso è quella con Repubblica futura: le altre strade sono tutte aperte.

Libera non decolla
Si ridimensiona la colazione di governo uscente, Libera, che ha preso il posto di Adesso.sm, secondo i dati ancora parziali poco sopra il 16 per cento. Poco, decisamente ma necessariamente figlio dell’insuccesso del Governo degli ultimi tre anni.

Bene Rete ma non sfonda
Complicata la valutazione sul voto attribuito alla coalizione Dim (Democrazia in movimento), formata da Domani Motus Liberi (oltre il 6%) e Rete (oltre il 16%). Complessivamente le due forze sono andate oltre il 23% (sempre se i dati definitivi confermeranno questo dato) ma non hanno sfondato come diversi esponenti avevano auspicato.
Repubblica futura ha totalizzato circa il 10 per cento dei consensi mentre E’lego non è arrivata al 2 per cento. Noi per la Repubblica (che ha messo insieme gli esponenti del Partito dei Socialisti e dei Democratici, del Partito socialista e del Movimento democratico-San Marino Insieme).

Affluenza alle urne
I Capitani reggenti avevano fatto appello al voto, al senso di responsabilità dei cittadini sammarinesi. La risposta c’è stata, il numero degli elettori sammarinesi resta alto, ma il trend è negativo. L’affluenza complessiva si è fermata infatti al 55,73%, con un calo del 3,92% rispetto a tre anni fa. Alle urne è andato il 79,67% degli elettori interni, pari a 18.100 votanti, e il 9,62% degli esteri, 1.134 votanti. Il Castello con più propensione al voto è stato Montegiardino (86,95%) , maglia nera Chiesanuova (76,93%).

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