Elezioni Riccione: Caldari parla di progetti a rischio se…

La comunità energetica del distretto Ceccarini; il progetto di inclusione sociale all’ex mattatoio; la casa della comunità nell’ex scuola di via Pavia; l’housing sociale; la piscina. Sono gli interventi a rischio a Riccione, in provincia di Rimini, qualora fosse Daniela Angelini a trionfare alle urne domenica prossima. All’indomani del primo confronto elettorale tra i quattro competitor, Stefano Caldari, candidato del centrodestra, lancia il primo vero appello al voto ai riccionesi: “A fine giugno si apriranno i bandi per la transizione ecologica dai quali dovranno giungere i fondi del Pnrr per la creazione della comunità energetica del distretto Ceccarini”. E, sottolinea, “non possiamo perdere questa occasione d’oro, il progetto è ormai definito e tutto è pronto per partecipare al bando e vederci assegnare le risorse necessarie”. Gli “altri grandi progetti a rischio stop” sono quello all’ex mattatoio, con un investimento complessivo di oltre otto milioni di euro di cui cinque già stanziati con il Pnrr. “Darà una risposta forte alle esigenze sociali e di socializzazione di quanti soffrono un disagio legato all’handicap e offrirà un punto di aggregazione per i giovani”, una nuova sede per l’Istituto musicale di Riccione, creando al contempo una possibilità di impiego qualificato e di indotto per la città. L’ex scuola di via Paviam prosegue, a breve sarà demolita e sul terreno già ceduto in diritto di superficie gratuito all’Ausl sarà costruita la casa della comunità con risorse Pnrr già assegnate. 

 Per la piscina, grazie allo “stretto rapporto” con la Federazione italiana nuoto saranno investiti quattro milioni di euro per la rigenerazione totale dell’impianto. E anche qui “i lavori sono pronti a partire”. Infine il progetto di housing sociale di via Arona da 700.000 euro. Senza dimenticare “altri progetti già candidati e in attesa di approvazione”, come lo skate park, la rigenerazione della piastra sportiva dietro la piscina e la struttura Pulle. Ieri sera, conclude Caldari, “è emerso chiaramente il disegno del centrosinistra, cioè quello di bloccare i tanti progetti già avviati e arrivati all’ultima fase di progettazione, cioè quella della condivisione, prima di partire con i lavori grazie ai fondi del Pnrr”.

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