Elezioni Regionali 2020 in Emilia Romagna: intervista al candidato Lucia Borgonzoni

Elezioni Regionali 2020 in Emilia Romagna: intervista al candidato Lucia Borgonzoni

Chi è Lucia Borgonzoni?
“Una donna, un’amministratrice, diventata sottosegretario dopo un lungo percorso come consigliere comunale e provinciale, e 70mila preferenze come candidato sindaco. Ho condotto tante battaglie in Emilia-Romagna, a Bologna e a Roma e – come tante donne e tanti uomini – mi sono presa a cuore l’impegno per la nostra terra e non smetterò mai di dare il mio contributo per costruire un futuro migliore, dopo anni di governo monocolore, che ha dato sempre le stesse risposte a problemi che sono cambiati”.

Volete liberare l’Emilia Romagna. Ma da cosa deve essere liberata?
“La sinistra vive di antichi retaggi ideologici e non è in grado di stare al passo dei mutamenti avvenuti, anche in Emilia-Romagna. C’è timore a dire che non la si pensa alla maniera della sinistra, a volte ci recapitano segnalazioni anonime facendole scivolare sotto le porte degli uffici. Decenni di governi monocolore hanno portato il Pd a considerare le istituzioni come fossero ‘cosa’ loro.
Siamo arrivati al punto che le dirette dei comizi di Bonaccini le hanno trasmesse anche sui canali istituzionali, è successo recentemente in un Comune nel Parmense. E un assessore regionale ha pure utilizzato il sito della Regione per attaccarci: salvo poi doversi scusare. È ora di finirla con questo atteggiamento padronale. Liberare la nostra terra vuol dire anche liberarla da chi l’ha sempre giudicata come cosa propria. Serve dare spazio alla libertà e inaugurare una nuova stagione del pluralismo”.

L’Emilia Romagna ha un sistema sanitario da molti definito eccellente (anche se, come tutto, migliorabile). Davvero il modello è la Sanità del Veneto? E la proposta di Salvini di tenere gli ospedali aperti il sabato e la domenica era una battuta o ha un significato?
“Che il modello – sui livelli essenziali di assistenza – sia il Veneto lo dice il Ministero, che tra l’altro ha ora a capo un ministro di sinistra. Rimane innegabile che anche la qualità emiliano-romagnola sia buona, ma a che prezzo? Al prezzo delle agende prenotazioni chiuse per non far lievitare i dati delle liste d’attesa? Al prezzo di punti nascita chiusi? Al prezzo di disservizi che spingono verso il privato chi se lo può permettere? Al prezzo, quindi, di cittadini considerati come di serie A e di serie B? Noi diciamo no. E vogliamo che ci sia una sanità di serie A per tutti.
Quanto alla seconda domanda, il mio avversario Pd ha fatto finta di intendere ciò che gli ha fatto comodo intendere: è ovvio che parlavamo di aperture nelle fasce serali e nei fine settimana per visite ed esami. Cosa che è già realtà in Veneto, dove la Lega governa”.

Si vota per governare l’Emilia Romagna, non l’Italia, perché ha praticamente delegato la sua campagna elettorale al leader Salvini?
“Niente di tutto questo. Salvini è il leader del primo partito a livello nazionale ed emiliano-romagnolo e fa campagna per la Lega in Emilia-Romagna. Io sono la candidata di una coalizione e faccio campagna per l’intera coalizione. Detto questo sono fiera e orgogliosa di avere un segretario che è tra la gente ogni giorno. Il mio avversario invece rinnega il suo partito, il Pd e ne cancella il simbolo. Evidentemente perché il suo partito, il Pd, è quello che ha imposto all’Emilia-Romagna nuove tasse come la plastic e la sugar tax, ha stangato le partite Iva e aumentato la burocrazia”.

Le sue proposte per il rilancio del commercio
“Dobbiamo raccogliere il grido d’allarme delle associazioni, che a gran voce, da anni, sollecitano interventi, mai giunti da lato Regione, su detassazione e sburocratizzazione. Basti qualche dato: oggi per aprire un’attività di autoriparatore sono richiesti fino a 86 adempimenti, costi di oltre 18mila euro, il coinvolgimento di 30 enti, da contattare fino a 48 volte. Sono follie che impongono solo freni a chi vuole lavorare. Promuoveremo subito un piano per la semplificazione e per ogni nuova norma ne cancelleremo una precedente, per evitare stratificazioni e inutili complicazioni.
Sul piano fiscale l’obiettivo è arrivare a una Regione tax-free. Il primo passo è quello di arrivare ad una Flat Tax all’1% per l’Irpef Regionale in 3 anni per poi azzerarla. 400 milioni di tasse in meno all’anno per gli emiliani e i romagnoli per sostenere i consumi, il lavoro e la produttività. E poi: lotta all’abusivismo commerciale. La condurremo con la stessa determinazione e concretezza utilizzata dal ministro Salvini, che ha stanziato 500mila euro proprio a molti comuni della Romagna per combattere la vendita di merce contraffatta”

Infrastrutture, quali sono le priorità?
“Attendiamo opere da decenni. Il Pd a ogni ciclo elettorale promette ciò che poi mai ha realizzato. La nostra priorità è quella di aprire immediatamente i cantieri per la messa in sicurezza del territorio, i fondi sono nella contabilità speciale del presidente di Regione che è anche commissario contro il dissesto, ma Bonaccini non ha saputo o voluto investirli. E intanto migliaia di famiglie emiliane e romagnole vivono in zone ad elevata pericolosità, a causa di frane e dissesto. E poi le infrastrutture a servizio del territorio: la Romea, una decisa e maggiore attenzione a E45 e Ravegnana. Fondamentale deve essere garantire ai cittadini innanzitutto la messa in sicurezza, la manutenzione continua e collegamenti adeguati al carico di traffico.
Ancora: il completamento della variante della Statale 16 e una rete di alta velocità più capillare, soprattutto nella tratta Bologna-Rimini. Fondamentale l’attenzione al trasporto pubblico, che negli anni ha subito ridimensionamenti e che, soprattutto negli orari di punta, offre servizi inadeguati. Non dimentichiamo che la Fiera di Rimini, in mancanza di collegamenti adeguati, risulta praticamente isolata. Abbiamo in cantiere di sviluppare nuove partnership per il porto di Ravenna, che guardino ai porti del Nord Adriatico, per poter avere la forza di competere e vincere con i porti del Nord Europa. Per far questo è necessario anche garantire collegamenti adeguati, arrivando presto a concretizzare il progetto della Ferrara-Mare. Più in generale, è poi fondamentale portare a compimento la Cispadana, la Campogalliano-Sassuolo, riprendere in considerazione il progetto del Passante Sud”.

La sua idea di autonomia regionale? E si attiverà per l’autonomia della Romagna?
“Per noi l’autonomia deve essere un’occasione per portare più risorse sui nostri territori, meno burocrazia, più potere decisionale a favore di imprese, lavoro e territori. Purtroppo Bonaccini ha svenduto questo tema al ‘suo’ governo Pd. Che ne è stato delle materie su cui, all’epoca del precedente governo, aveva chiesto l’autonomia?
È chiaro che con questo governo non si arriverà mai all’autonomia. Né il Pd, né i 5 stelle la vogliono. Un referendum darebbe ulteriore forza alla proposta avvicinando l’Emilia-Romagna al Veneto e alla Lombardia. Noi non abbiamo paura di dare voce al Popolo sia che questo si esprima con o contro di noi.
Peraltro questa posizione è coerente con quanto sostenuto in questi anni in Assemblea Legislativa dalle forze di centrodestra, con tanto di apprezzamenti dello stesso Bonaccini. Ma ora pare essersene dimenticato”

Concessioni e canoni balneari: cosa promette agli operatori della Riviera?
“Intanto mi lasci dire che grazie alla Lega è stata ottenuta la proroga per i balneari, scongiurando così i pericoli di un’Unione Europea che vorrebbe svendere le nostre spiagge. Purtroppo questo governo, con un ministro emiliano-romagnolo come Paola De Micheli, sta invece forzando nella direzione opposta, tanto che proprio dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a settembre scorso è arrivato lo stop alla proroga “generalizzata e automatica” delle concessioni demaniali. Ci opporremo e siamo pronti a una battaglia politica in ogni sede. Anche a livello regionale andremo avanti sulla linea già tracciata dalla Lega al governo del Paese: quella delle proroghe. Noi, al governo, abbiamo già dimostrato di essere quelli che fanno ciò che dicono. L’interesse dell’Emilia-Romagna viene prima degli interessi dell’Europa o delle multinazionali del cemento”.

Lo stop alle estrazioni rischia di mettere in ginocchio un settore importante dell’economia ravennate. Quali soluzioni propone per conciliare tutela dell’ambiente ed economia?
“Innanzitutto mi lasci rivolgere il mio pensiero ai lavoratori della Schlumberger, al centro della procedura di licenziamento collettivo della multinazionale. Purtroppo l’ultimo di una lunga serie che ha visto un intero settore, e centinaia di posti di lavoro, sacrificati a politiche ideologiche che, tra le altre cose, non sono andate di pari passo a un piano per la transizione energetica. Il Pd ha dimostrato di non avere un’idea di politica energetica per il Paese. Ricordo che la Lega, con molte aziende del settore, hanno già elaborato le linee guida del Piano energetico di transizione (Pitesai), documento necessario per la transizione da carbon ad economia low carbon. Se oggi è ancora tutto fermo è solo per la mancanza di volontà politica del Pd e per i veti dei vertici del M5S”

Esiste un problema ordine pubblico in Emilia Romagna? Quali sono eventualmente le sue proposte per la sicurezza dei cittadini?
“Che esista un problema lo dicono i dati, molti dei quali diffusi dalla stessa Regione: l’Emilia-Romagna è la prima regione in Italia per furti nei negozi, si colloca oltre cinque punti sopra la media nazionale per numero di furti in abitazione e borseggi. La percentuale delle donne che ha subito violenza domestica, fisica o sessuale è più elevata della media italiana. Ricordo, per mostrare la differenza tra il niente prodotto dal Pd e le politiche concrete messe in campo dalla Lega, che con Salvini al Viminale erano arrivati più di 26,5 milioni per i sindaci della regione. 4.562.890 euro per la videosorveglianza, 88.960 per iniziative contro le truffe agli anziani, 698.791 euro per Scuole sicure, 462.723 per Spiagge sicure, 1.292.632 euro per il fondo sicurezza urbana. A questo si aggiungevano i 19.470.000 per le opere di manutenzione nei comuni sotto i 20mila abitanti. Al governo della Regione istituirò un assessorato per la sicurezza, potenzierò i fondi per la videosorveglianza e le intese con le forze dell’ordine”

L’immigrazione costituisce una risorsa (anche in termini di popolazione attiva e quindi contribuente) o è solo un problema?
“L’immigrazione è una risorsa se, come tutti i fenomeni, è gestita e non subita. Le regole servono a tutti, e tutelano anche gli immigrati regolari che da anni vivono e lavorano sui nostri territori e che, sì, sono una risorsa.
Pochi giorni fa, a Cervia, ho incontrato diversi immigrati che lavorano al porto. Massimo rispetto per chi viene nel nostro Paese per lavorare e contribuisce allo sviluppo della nostra terra. Tolleranza zero per chi viene a delinquere. Quando si parla di immigrazione il concetto per me chiave è quello di equità, non ci possono essere discriminazioni, ma nemmeno trattamenti di serie B per gli emiliani e i romagnoli. Il Pd per anni ha invece imposto una politica ideologica e ha aperto le porte a chiunque, generando solo caos. Basti dire che è arrivato a mettere a disposizione degli immigrati pure i beni confiscati alle mafie. Simili politiche sono un assist a chi lucra sul business dell’immigrazione clandestina, come è emerso anche recentemente con l’operazione Pay and Stay, a Parma. Salvini al governo ha invece dimostrato che è possibile governare il fenomeno migratorio tutelando, come fatto con i corridoi umanitari, chi scappa da guerre e persecuzioni”.

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Roberto Masini
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Direttore responsabile. Riminese, classe 1964, tra i soci fondatori che diedero vita all'esperienza del Corriere Romagna nel 1993.

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