RIMINI. «Ha vinto il buon governo di questa regione». Mancano pochi minuti all’una di notte e l’assessore uscente al bilancio, Emma Petitti (Pd), commenta una vittoria ormai acquisita per Stefano Bonaccini. «Il centro sinistra riporta a casa la fiducia di 135mila elettori che si erano dispersi in questi anni – aggiunge la Petitti -. Tutte persone che sono tornate alle urne per votare il centro sinistra e per dare uno schiaffo alla campagna di odio di Salvini. Il Partito democratico con oltre il 32 per cento di consensi si dimostra un partito forte e radicato, caro Salvini l’Emilia Romagna non si lega. Il buon governo di Bonaccini e della sua squadra è stato premiato».

Il vero sfidante

Soddisfatto anche il segretario provinciale del Partito democratico che accende i riflettori «su una vittoria che si sta profilando e che conferma quanto abbiamo fatto di buono fino a questo momento: siamo riusciti a proporre temi e risposte concrete legate al lavoro, alle imprese, allo sviluppo e ai giovani e in questo il Pd si è dimostrato punto di riferimento». Secondo Sacchetti, «Bonaccini non ha battuto Lucia Borgonzoni, ma è riuscito a sconfiggere con i contenuti Matteo Salvini, ovvero il leader di un partito che è riuscito comunque ad attecchire in Emilia Romagna proprio grazie alla capacità comunicativa dello stesso Salvini, il vero sfidante di Bonaccini».

Scommessa vinta

Il segretario provinciale punta anche il dito contro «chi ha scommesso sulla sconfitta del Partito democratico che non c’è stata e ha fatto da traino a questa vittoria in cui, ribadisco, ha avuto un ruolo determinante lo stesso governatore uscente, il quale non solo ha ottenuto un ottimo risultato a livello di lista ma è riuscito a convincere gli elettori con i fatti, dimostrando sul campo cosa significa il buon governo e cose invece significa parlare per slogan e senza alcuna proposta concreta».

Verso “l’anatra zoppa”

«La Borgonzoni a Rimini va molto bene». È il commento del capogruppo riminese della Lega, Marzio Pecci, basandosi sui dati che gli arrivano dai rappresentanti del Carroccio ai seggi. A livello regionale, invece, si profila la vittoria di Stefano Bonaccini. «Si sta però andando verso la famosa “anatra zoppa” – aggiunge Pecci – perché Bonaccini vince, ma il centro sinistra resta dietro al centro destra, la coalizione va bene nonostante il brutto risultato di Forza Italia. Non trascuriamo inoltre i problemi legati al voto disgiunto, saranno tante le schede contestate».

“Si poteva vincere”

Non arriva a dire che l’effetto Salvini non si è fatto sentire. Gioenzo Renzi, capolista di Fratelli d’Italia, si limita a guardare in casa propria. «La partita era aperta grazie alla crescita di Fratelli d’Italia. Al di là di tutte le polemiche nelle quali non ci siamo sentiti coinvolti, ribadisco che noi ci siamo sempre distinti per senso di responsabilità».
Si può fare notare che il traino di Salvini non si è fatto sentire? «Io dico solo che la partita era aperta, perché c’era la crescita di Fratelli d’Italia, che si è dimostrato elemento determinante all’interno della coalizione».

Le Europee del 2019

È l’ultimo appuntamento utile per un confronto, le europee dell’anno scorso, quelle in cui la Lega di Salvini ha confermato la sua forza: primo partito nella provincia di Rimini al 36,45 per cento. Ben lontani il Pd (25,57) e il Movimento 5 stelle (15,71). Quindi Forza Italia (7,24) e Fratelli d’Italia (4,77).

Le Regionali del passato

Come dicono quelli che parlano bene, il confronto elettorale si fa sempre con elezioni simili, anche se nel frattempo politicamente è cambiato il mondo. Comunque, le ultime regionali sono datate 2014.
Per il centro sinistra c’era ancora Stefano Bonaccini che vinse con il 43,52 per cento. Il Pd si collocò al 40,67. Più distanti il Carroccio (che si chiamava ancora Lega Nord) al 17,85, Forza Italia al 9,14, Fratelli d’Italia al 3,57 e Movimento 5 stelle al 17,25.

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emilia romagna

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