Elezioni Ravenna, il sindaco è Michele De Pascale: “Emozionato”

Michele De Pascale sbanca al voto per le Comunali. Il sindaco infatti conquista il secondo mandato con il 60% dei voti (qui i risultati definitivi). Il centrosinistra torna ad essere maggioranza schiacciante della politica ravennate. Dopo anni di appannamento a livello nazionale, che avevano portato ad una flessione anche da queste parti, il Pd e gli alleati tornano attorno al 60 per cento. Per De Pascale ci sono solo buone notizie in ottica futura: il Movimento 5 Stelle, neo alleato nella coalizione, ha portato una percentuale di voti che – al momento di andare in stampa – è attorno al 4. Voti importanti ma non decisivi ai fini della vittoria finale, maturata soprattutto grazie al circa 38% del Pd a cui si aggiunge l’ottima performance della lista civica “De Pascale Sindaco”, che potrebbe essere la seconda forza della coalizione. Il Pri si conferma al 5%, in questo senso l’Edera è una sicurezza della coalizione di centrosinistra, ma è ottima la performance di Coraggiosa, allo stesso livello dei repubblicani. Non è servita a granché invece la visita di Maria Elena Boschi e di Matteo Renzi, venuti a Ravenna per sostenere Ravenna in Campo – la lista dell’assessore Roberto Fagnani – che si attesta attorno al 2% e sul quale ci sono dubbi sull’entrata in consiglio comunale. Scarso, attorno all’1%, l’apporto di Ambiente e Territorio, lista messa su in extremis da Marco Maiolini dopo essere stato sconfessato da Roma come rappresentante grillino sul territorio. Voci Protagoniste ha pesato per mezzo punto percentuale. A fronte di questi numeri De Pascale si presenta alla composizione della giunta con le mani liberi di chi vale, da solo, quasi il 45% degli elettori. La partita politica inizia ora con la composizione della giunta comunale.
Il crollo a destra
A destra è evidente il tracollo del blocco Lega-Fratelli d’Italia: in due valgono meno del 20%. Il crollo è dovuto al calo della Lega: il carroccio alle Regionali otteneva il 29%, ieri si è fermata venti punti più in basso. Buona la performance della lista civica di imprenditori e professionisti scelti da Donati che riesce a portare a casa un 4% abbondante. Quello del Carroccio è un tracollo inaspettato in queste dimensioni, dovuto forse anche all’alta astensione.
Una delle delusioni maggiori rispetto ai proclami elettorali – nei quali più volte è stata ribadita la possibilità di un ballottaggio tra Veronica Verlicchi e Michele De Pascale – è quella della Pigna che si deve accontentare di una percentuale che non arriva al 4%. Dato che si ottiene sommando il polo di liste che sosteneva la candidata de La Pigna ed è inferiore a quella del 2016, quando la lista civica correva in solitaria.
Lista per Ravenna e alleati vanno meglio: Alvaro Ancisi, candidato sindaco a 81 anni, si conferma un formidabile catalizzatore di voti e viaggia attorno al 5% centrando l’obiettivo della conferma in consiglio comunale. Dovrebbe farcela anche Alberto Ancarani, candidato per Forza Italia e sopra il 3%. La pandemia ha dato nuova linfa al dibattito sui vaccini e, di conseguenza, anche al relativo scetticismo. Vento in poppa del Movimento 3 V che presentava come candidato Emanuele Panizza, finito attorno al 3%.
Sotto l’uno per cento Alleanza di Centro di Mauro Bertolino e Riconquistare l’Italia che candidava Matteo Rossini. Se le liste di ispirazione comunista, o comunque di sinistra, si fossero presentate insieme avrebbero raggranellato poco meno del 2,5 per cento. Separati, si devono accontentare di percentuali esigue con la lista Comunisti Uniti che candidava Alessandro Bongarzone attorno all’uno per cento, Lorenzo Ferri del Partito Comunista di Marco Rizzo e Potere al Popolo di Gianfranco Santini poco sopra il mezzo punto percentuale.

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