Giorgio Calderoni nella sede del suo comitato elettorale scruta i risultati col suo braccio destro Pier Luigi Flamigni (foto Fabio Blaco)

FORLI’. Non è la prima volta che il centrosinistra va al ballottaggio a Forlì. E’ accaduto anche dieci anni fa anche se stavolta si ritrova a dover inseguire. Ma il candidato sindaco di Forlì Giorgio Calderoni, col 37,21%, analizza con razionalità la situazione e ragiona di numeri. “Dobbiamo recuperare 5.000 voti, non sono pochi. Punteremo a recuperare l’astensionismo di quella sinistra delusa dal Pd che non ha votato, circa 30mila elettori che alle urne non sono andati”. Altra strada è quella di intercettare i voti altrui. C’è la lista di sinistra L’Alternativa per Forlì che potrebbe essere sensibile a questo tema, ma secondo Calderoni anche una parte di elettorato di Marco Ravaioli e forse qualcosa potrebbe pescarlo persino tra i grillini, usciti ridimensionati dalle urne e chiamatisi fuori annunciando che non sosterranno nessun candidato lasciando liberi gli elettori di decidere in autonomia. “Correttamente rispetto a quello che hanno sempre detto, il M5S non darà indicazione di voto. Potremo muoverci in questi spazi, mentre credo che il centrodestra abbia meno possibilità di espandersi rispetto a quello che ha già ottenuto”.

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