IMOLA. A fase 2 avviata, si può dire che parta ufficialmente ora la campagna elettorale per le elezioni amministrative imolesi. A parte l’autocandidatura a sindaca di Carmen Cappello, avvenuta in piena pandemia, finora si era mosso poco o nulla. Ieri a rompere ufficialmente il ghiaccio ci ha pensato il Movimento 5 Stelle.
I 5 Stelle tornano in scena
«Circa 2 anni fa il programma del Movimento 5 Stelle Imola veniva votato al primo turno dal 29% degli imolesi, e risultava poi vincente al ballottaggio con il 54% delle preferenze». È il prologo dell’annuncio, ma delinea una realtà che, non solo per la pandemia che ci si è messa di mezzo, sembra ormai lontana anni luce. Comunque, il Movimento rilancia il proprio programma però questa volta apre anche «al dialogo con altre forze politiche e liste». È questa la novità.
Il programma ripescato
«Un programma completo ed esaustivo, fatto di elementi concreti e realizzabili, ma anche di visioni culturali innovative. Un programma, però, calpestato proprio dalla persona che si era candidata a sindaco per realizzarlo, alla quale il gruppo aveva dato immensa fiducia – rivanga il Movimento che firma collettivamente la nota con cui dà annuncio della discesa in campo –. Questo programma, rivisto e aggiornato a seguito dei 2 anni trascorsi, è ora a disposizione delle forze politiche che ne vogliano condividere gli obiettivi. Per questo motivo il Movimento 5 Stelle, senza alcuna preclusione, aprirà un dialogo con tutte le forze politiche cittadine intenzionate a costruire una città migliore».
Non più da soli
Nel Movimento imolese di oggi ci sono dunque, appare chiaro dalla premessa, coloro che fecero opposizione alla stessa sindaca eletta da dentro la maggioranza, dunque i consiglieri con in testa Fabrizio Favilli, che conferma, ma anche i tre assessori che sono rimasti in giunta, approvando tutto fino all’ultimo atto, ovvero Claudia Resta, Claudio Frati e Patrik Cavina. Insieme, ripartono ammettendo un errore, ma scaricando ancora una volta tutta la colpa di ciò che è stato sulla sindaca dimissionaria. «Abbiamo sbagliato, totalmente, nella scelta del candidato sindaco. È sotto gli occhi di tutti, e non è certo un errore banale, visto che ha buttato all’aria un progetto che stava crescendo da molti anni e che rappresentava una speranza concreta per la maggioranza dei cittadini. Per questo è necessario fare ciò che in politica pochi fanno, cioè ammettere il proprio errore e chiedere scusa per quella scelta così nefasta, anche a quei cittadini che non ci hanno votato, perché la città è di tutti e non solo di chi le elezioni le vince».
Lista propria
Il Movimento 5 Stelle, dunque, annuncia che si presenterà con la propria lista alle prossime comunali, «e lo farà col proprio simbolo e i propri ideali», non specifica però se lo farà anche con un proprio candidato sindaco. E infatti è qui che apre al confronto: «con liste civiche o politiche che avranno a cuore, la trasparenza, la legalità, l’ambiente, la partecipazione, lo sviluppo ecosostenibile della città, la valorizzazione della sanità pubblica, ma anche di coloro che vorranno rimettere Imola al centro dell’economia regionale sia a livello produttivo che come hub turistico, anche grazie all’Autodromo» (il Movimento si prende i meriti dei concerti che erano attesi questa estate ma che la pandemia ha fatto rinviare al 2021). Dunque dialogo con tutti, da destra a sinistra, centro compreso. «Con Carmen Cappello, con il Pd se il dialogo sarà Marco Panieri, no se dovesse essere con Daniele Manca – la butta subito lì Fabrizio Favilli –. Sì anche alla Lega, quella di Marco Casalini e Daniele Marchetti che hanno fatto opposizione seria e proposte, ma non con quella parte della stessa Lega che per noi ha responsabilità con il fallimento della precedente esperienza». E ovviamente il riferimento è all’altro esponente del Carroccio Simone Carapia.
Cambiamento rewind
Rispunta così la parola d’ordine del Movimento che fu: cambiamento. «Il cambiamento che il Movimento proponeva e propone non è una bomba atomica lanciata sulla città, ma un progetto molto lungo e delicato, fatto di equilibri. Anche per questo motivo l’azione politica di Manuela Sangiorgi già fin dai primi mesi non rispecchiava più il mandato del Movimento». È partita una nuova campagna elettorale.

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