RUSSI. Per ritrovare il senso di comunità e anche di libertà, che sembrava perduto, Russi tutta l’estate sarà punteggiata da spettacoli e iniziative, musica, danza, cinema, letteratura… In un calendario fitto fitto di appuntamenti (tanto da prevedere alcune sorprendenti sovrapposizioni) inaugurato in questi giorni e articolato – nel rispetto delle norme antiCovid – in tutte le serate dei mesi di luglio e agosto.
Un vero e proprio cartellone in cui, affiancando iniziative come quella già sperimentata delle serate cultural-gastronomiche allestite in piazzetta Dante, i momenti musicali organizzati nel “quadrilatero” verde del Centro commerciale, il cinema all’aperto nello straordinario spazio di Palazzo San Giacomo, e ancora tanto altro, vede in primo piano la presenza e la collaborazione di due artisti russiani ma dalla carriera proiettata ben oltre i confini locali.
Si tratta di Elena Bucci, attrice nota a livello internazionale, pluripremiata, fondatrice delle Belle Bandiere; e di Marco Zanotti, percussionista, fondatore di ensemble, impegnato su più fronti, dalla batteria ai più diversi strumenti tradizionali, africani o sudamericani, fino alla pratica improvvisativa. È a loro che abbiamo chiesto di parlarci di quello che hanno progettato per questa estate russiana. Intanto, entrambi sottolineano che «è proprio a partire dalle piccole realtà che si può tornare da subito a fare cultura, perché con la collaborazione dei sindaci – come è accaduto appunto a Russi – si possono capire meglio le esigenze e le dinamiche della comunità quindi elaborare progetti che diano concrete risposte ai bisogni di tutti. Forse anche come reazione all’immobilità subita, stiamo percependo proprio da parte dell’Amministrazione comunale un’apertura, una voglia di partecipazione e collaborazione veramente di buon auspicio per il futuro».
Come si esprime la vostra partecipazione a questo imprevedibile e lunghissimo cartellone, spavaldamente intitolato “A Russi c’è il mare”?
«Da un lato – racconta Elena Bucci – portiamo in scena una parte del lavoro condotto in questo periodo proprio a Russi con il progetto “Archivio vivo”, quindi sulla memoria come bagaglio imprescindibile per il teatro e la scrittura; dall’altro accogliamo attori delle Belle Bandiere o vicini a esse in lavori che sono comunque ispirati alla tradizione, e alla sua trasformazione in senso innovativo, che poi è l’unico modo per mantenerla viva. In questo senso va anche quello che definisco un “piccolo festival”: ognuno degli attori che avrebbero dovuto essere con me al Piccolo di Milano con L’anima buona del Sezuan (ricordo che le prime prove sono state fatte proprio qui a Russi), che è stato cancellato, porta in scena un proprio lavoro». Con il teatro delle Belle Bandiere si apre dal 17 luglio un nuovo spazio a Russi, il “Giardino del gazebo” (area verde tra asilo nido e scuola elementare): è lì che saranno di scena la stessa Elena Bucci con Marco Sgrosso, poi i lavori del laboratorio, e lo spettacolo di Nicoletta Fabbri come quello di Pier Paolo Paolizzi».
Il luogo scelto invece da Marco Zanotti è il Giardino della Rocca, dove appuntamenti musicali (ogni venerdì, sono partiti il 3 luglio) si avvicenderanno alle più diverse discipline artistiche (ogni sabato).
«Musiche che si muovono dalla canzone d’autore alla musica d’avanguardia, da quella africana al rap, fino al liscio, in uno sguardo che abbraccia violoncelli e fisarmoniche, theremin e kora… sempre affidati a professionisti dello strumento, da Vince Vallicelli a Christian Ravaglioli. Eppoi danza contemporanea, circo, improvvisazione teatrale, break dance, reading musicali, lungo un filo conduttore che consiste proprio nella loro profonda eterogeneità, nella volontà di mischiare le carte, quindi nel tentativo di dar voce alla complessità del mondo».
Ma nell’euforia di una programmazione tanto ricca, c’è posto anche per qualche fuori programma, che si annida nell’idea “poetica” da cui tutto scaturisce.
«È la pujâna – spiega Marco – il carro trainato dai buoi che, raccontano i vecchi, dopo le nevicate passava a spazzar via la neve. Ai giovani che la conducevano cantando, i contadini offrivano il vino buono, in segno di ringraziamento: la strada era libera, si poteva tornare a uscire. Allo stesso modo la musica, il teatro, la danza vogliono raggiungere tutti, e liberarli dall’isolamento, e anche noi con una sorta di moderno “carretto” raggiungeremo le frazioni e le campagne, chi ancora non se la sente di uscire… non si fissano date, ma si farà».
Info: 0544 587641

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