Elena Bucci e il suo “Quaderno” a voce e a mano

RUSSI. Sono giorni questi in cui l’esercizio della memoria può trasformarsi in rifugio, riparo dalla crudezza della realtà, dalla cronaca di numeri a cui è difficile credere, a cui non ci si può abituare.

Ma “frequentare” la memoria non può essere una fuga, anzi è probabilmente il modo più efficace per guardare e per capire l’oggi, per progettare il domani… Insomma, per abitare la ineludibile e inscindibile triade di passato, presente e futuro. Un intreccio che ben conosce chi sulla natura umana, sui sentimenti, sulla storia, e sulla narrazione di tutto ciò indaga da sempre: Elena Bucci per esempio. Attrice, regista, drammaturga, da quasi trent’anni alla testa, con Marco Sgrosso, della compagnia Le Belle Bandiere, un curriculum ricco di premi e riconoscimenti, uno sconfinato catalogo di spettacoli recitati, scritti, diretti. Qualche giorno fa avrebbe dovuto presentare a Russi – la cittadina in cui è nata e dove, nonostante la carriera internazionale, fonda una buona parte del proprio lavoro – un piccolo Quaderno. Il primo di una serie di «quaderni a voce, quaderni a mano», ovvero «manufatti per esercitare l’ascolto e per dar voce alle relazioni che nutrono il fare», nato in seno alla Bottega dello Sguardo di Bagnacavallo, singolare biblioteca e crocevia di idee curato da Renata Molinari, che in questo caso interseca il proprio percorso con quello di Archivio Vivo, il progetto di raccolta e racconto della memoria (e molto di più) avviato dalle Belle Bandiere già dallo scorso anno, proprio partendo da Russi. L’intervista a Elena Bucci sul Corriere Romagna in edicola oggi, 28 marzo.

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