FAENZA. L’edizione numero 47 della “100 Km del Passatore” passerà alla storia per aver frantumato tutti i record, ma anche per le ottime performance delle prime due donne, siglate tra l’altro in una giornata umida ed a tratti piovosa. Dei 3.410 iscritti, si sono presentati sabato al via dal Duomo di Firenze, alle 15, in 3.133, e addirittura in 2.666 hanno tagliato il traguardo di Piazza del Popolo a Faenza entro le 20 ore di gara. Poche maratone in Italia possono vantare numeri simili, ma anche ultra-maratone nel Mondo.

Immensa Sustic e super Moroni
Nikolina Sustic si è portata a casa il quinto caplàz dè Pasadòr consecutivo e se nei prossimi anni continuerà a percorrere queste strade rischia di emulare la “collezione” privata di Calcaterra, arrivata a 12. A proposito, nonostante la condizione non ottimale, “Re Giorgio” è riuscito concludere in settima posizione (7h38’06”), raccogliendo la consueta ovazione, ma preceduto dalla croata Campionessa Mondiale della specialità, che in 7h31’05”, ha migliorato il suo precedente record nella transappenninica di alcuni minuti. Seconda alle spalle della trentunenne programmatrice informatica (e 12ª assoluta) si è piazzata Federica Moroni, attesissima al debutto sulla distanza, che correndo in totale solitudine ha stampato un fenomenale 7h55’04”, diventando la romagnola più veloce di sempre, dopo aver conseguito il medesimo risultato anche sulla mezza distanza. La 46enne maestra di Rimini, imbattuta nelle 5 ultramaratone corse nel 2019, ha quindi conquistato il suo terzo Tricolore Assoluto in 7 mesi, ed al contempo si piazza in quinta posizione nelle graduatorie all time azzurre, dietro a campionesse del calibro di Casiraghi, Carlin, Sanna e Gotti. Ottimo riscontro anche per il bronzo dell’altra croata Jurisic (8h05’41”), mentre sul podio Tricolore salgono anche Trevisan (8h45’24”) e Tappatà (8h49’14”), la quale si aggiudica il “Trittico di Romagna”. Decimo posto per la faentina Bandini in 9h53’10”.

Menegardi fa saltare il banco
La prova maschile è stata più palpitante, ma con meno contenuti tecnici, visto che alcuni favoriti hanno sparato tutte le cartucce nella salita verso il Passo della Colla (Gran Premio della Montagna a quota 913 metri, posto al 48° chilometro). Il primo a rompere gli indugi è stato il laziale Buccilli, fermatosi dopo Borgo San Lorenzo. Sono quindi rimasti in testa Pessina e il romagnolo Lucchese, che però si è fermato prima dello scollinamento, mentre il monzese ha proseguito per un po’, prima di arrendersi nella discesa verso Marradi. Nel frattempo avevano alzato bandiera bianca anche Glyva, i brasiliani Velho e Santejo, e Tiberti. Il bastone del comando passa quindi al campione in carica Zambelli e sembra essere il più accreditato al bis, ma anche lui viene rallentato dai crampi, e passa a guidare il mantovano Marco Menegardi, che fa saltare il banco in 7h12’48”, e conquista il suo secondo titolo tricolore, seguito dall’ucraino Popov (a 6’38”) e dal croato Radanac (a 10’49”). Zambelli (a 13’24”), si deve accontentare dell’oro nel “Trittico di Romagna” e l’argento Tricolore, seguito da Beatrici (a 16’58”). I migliori dei romagnoli sono stati Lupo (settimo a 28’30”), Serasini (nono a 35’20”) e Pecora (a 1.06’31”), che ha guidato il folto plotone dei faentini.

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