Edilizia, “una crescita spropositata delle materie prime”

Ben venga la semplificazione del Superbonus 110%, che la Camera dei Deputati ha approvato ieri. La situazione del comparto edilizio, però, non è tutta e rosa e fiori, nonostante l’incentivo per la riqualificazione energetica degli immobili abbia indubbiamente aiutato il settore a ripartire.

«C’è stata una crescita spropositata dei costi delle materie prime, che sono più che raddoppiati, e c’è un problema di approvvigionamento – commenta Giovanni Mariani, titolare dell’Impresa Mariani di Rimini –. Guardando da fuori, le persone immaginano chissà quali vantaggi e guadagni per le imprese. Nella realtà, invece, si sta creando una bolla speculativa che potrebbe portare a un crollo del mercato di cui pagheremmo le conseguenze. E ci troviamo schiacciati fra i prezzi che dobbiamo garantire (come da Elenco regionale dei prezzi delle opere pubbliche e di difesa del suolo della Regione Emilia- Romagna, ndr) e le spese che aumentano».

Inoltre, «sarebbe opportuno un prolungamento dei tempi per usufruire del Superbonus 110% – aggiunge –, perché in questo momento, con tutte le imprese al lavoro, chi è interessato si trova a non avere la possibilità di prendere in considerazione scelte alternative».

«C’è una saturazione del lavoro. Si fa una grande fatica a reperire i materiali, con i costi che sono triplicati, e a trovare le maestranze – conferma Fabrizio Intiglietta, della Muccini Mario costruzioni edili di Rimini –. In più, molte imprese che non sono del territorio hanno fiutato il business del Superbonus 110% e si sono lanciate. Ma quando queste se ne saranno andate, a soffrire saranno quelle più strutturate e consolidate».


Occhio alla tenuta


«Sicuramente, il Superbonus 110% è un’opportunità per le imprese. Bisogna, però, prestare molta attenzione, perché non è detto che abbiano margini a sufficienza – avverte Alberto Rossi, tecnico commerciale della Mulinari Costruzioni Generali di Bagnacavallo –. I lavori sono concentrati nel breve termine, e per un’impresa che punta ad andare avanti per altri vent’anni questa non è assolutamente programmazione. E’, dunque, un’opportunità per una ristrutturazione aziendale che guardi anche verso altri mercati, come quello dell’efficientamento energetico».

«Una proroga del Superbonus 110% è necessaria non esclusivamente per il beneficio in sé – sintetizza Ulisse Pesaresi, presidente dell’Ance Romagna –, ma anche per lavorare bene, con le imprese giuste e in un regime più equilibrato». Un allungamento dei tempi «per offrire a tutti la possibilità di usufruirne. E non vedo perché non potrebbe essere esteso, oltre che al comparto alberghiero, a tutte le aziende – continua –. Poi, perché le imprese non erano pronte, e neanche il mercato. E, infine, perché in un lasso di tempo così stretto non è detto che le professionalità a cui ci si rivolge siano sempre adeguate. Stiamo progressivamente impoverendo le imprese strutturate in favore del mercato. Una proroga, quindi, conviene sia ai cittadini che al tessuto economico e sociale».

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