Edilizia oltre 60 ettari di espansione industriale

Lo skyline imolese è in continua evoluzione e il 2021 sarà un anno importante per la pianificazione urbanistica con l’assunzione del Piano urbanistico generale.

Chi costruisce

Gli interventi edilizi dei privati restituiscono il senso del continuo cambiamento urbano: dal 2018 al 24 maggio di quest’anno i dati testimoniano un leggero calo, sebbene il trend «potrebbe invertirsi se si conferma l’andamento dei primi 5 mesi del 2021», ha commentato l’assessore all’urbanistica Michele Zanelli. I permessi di costruire, necessari per le nuove costruzioni, sono passati da 87 nel 2018, a 77 nel 2019, a 68 nel 2020 a 29 nel 2021. Negli stessi periodi le Scia, dovute ad esempio per manutenzioni straordinarie, sono state rispettivamente 659, 629, 520 e 235. Le Cila, invece, comunicazione di inizio lavori asseverata, sono state rispettivamente 1091, 932, 877 e 437. Gli interventi che destano più attenzione, tuttavia, rimangono i protagonisti più ingombranti degli strumenti di pianificazione, sui quali cominciano a definirsi alcune novità.

Area industriale

«Nel quadro imolese le riconversioni produttive e la tenuta della grande area industriale hanno probabilmente la priorità. Si tratta di una delle maggiori aree di sviluppo industriale della Città metropolitana che, insieme a quella di Castel San Pietro e Castel Guelfo, è la parte più incisiva per il circondario – ha affermato Zanelli –. Questo non significa escludere il resto, le politiche per il centro storico, sulla qualità dell’abitare e ambientali». L’area industriale conta 850 ettari di area produttiva, di cui 640 già insediati. «Sui 210 ettari di completamento, solo un terzo è entrato nel Poc 2017-2022: 61,5 ettari di aree “programmate” o con un piano urbanistico attuativo già approvato, disponibili per nuovi insediamenti. A questi si aggiungono 14,7 ettari di aree industriali dismesse, cioè già urbanizzate che possono essere rigenerate per nuovi impianti produttivi, come l’ex Cnh o l’ex Smurfit».

Polo Selice A14 e Cnh

Tra le opere strategiche nella abbozzata proposta di piano al vaglio dei Comuni del Circondario in vista, entro l’anno, dell’assunzione del Piano urbanistico generale (Pug), rientra il Polo Selice A 14, la cosiddetta ex-Fucina. Ieri mattina in Città metropolitana è stato definitivamente approvato l’accordo territoriale: «Lo sforzo è per dare a quest’area più gambe di quelle che non ha avuto finora – ha risposto Zanelli, interpellato sulla «zona logistica semplificata» –. C’è un grosso movimento intorno alla logistica anche da parte di aziende di intermediazione immobiliare e sono iniziate visite da parte di investitori esteri, scaturite anche a seguito di politiche per l’agevolazione all’insediamento logistico collegato con l’hub del Porto di Ravenna». Dall’altra parte di via Lasie, il comparto dismesso ex Cnh è in attesa di sviluppo, e figura tra le proposte presentate alla Regione candidabili per la zona per la logistica semplificata.

Pedagna

Per nuovi sviluppi sulla lottizzazione in Pedagna che ha suscitato polemiche si dovrà invece attendere il prossimo incontro con l’Amministrazione fissato per il 7 giugno, quando saranno messe sul piatto le alternative elaborate dai tecnici di Area Blu. Nel frattempo, martedì il Comune ha incontrato una rappresentanza dei residenti di via Punta, favorevoli alla pianificazione, tra cui uno dei proprietari del terreno da lottizzare: «Non siamo in una impasse, mancano vari passaggi per trovare la soluzione migliore. Ci sono anche i 60 giorni per depositare eventuali osservazioni: finora però non abbiamo ricevuto nulla», ha concluso Zanelli.

Il “bonus del 110%” per ottenere la detrazione del 110% delle spese per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici e di riduzione del rischio sismico effettuati entro il 30 giugno 2022 continua a riscuotere molto successo. Anche troppo. Tanto che gli uffici comunali continuano a non riuscire a stare al passo: «Le richieste di accesso agli atti continuano a un ritmo medio di 200 al mese. Nonostante le iniziativeper aumentare la produttività non riusciamo a smaltire l’arretrato e i tempi di attesa sono ancora sui 90 giorni», spiega Michele Zanelli, assessore all’Urbanistica di Imola. Da luglio però qualcosa dovrebbe cambiare: «Con le assunzioni previste per il turn over dei pensionamenti arriveranno i rinforzi, ma stiamo anche cercando di implementare l’esternalizzazione della ricerca telematica dei precedenti edilizi nel database comunale», conclude Zanelli.

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