Edifici imbrattati a Ravenna e ai lidi: writer evita la maxi multa

A dispetto di quanto si sia divertito scrivere sui muri di scuole, monumenti storici ed edifici privati, le sue “firme” a vernice spray sono lontane anni luce dal concetto di “decoro” o “deco”. Poco hanno a che fare pure con l’ “hip hop”, o con un presunto impegno politico sintetizzato in “bastardi comunisti”. Più azzeccata, alla luce dei fatti, la promessa vergata sempre a bomboletta: “tanto lo rifamo”. E’ andato avanti così almeno fino al 29 settembre 2020 Angelo Ciriello, 24enne originario di Ariano Irpino (Avellino) e residente a Punta Marina, finché non è stato identificato dalla polizia locale e denunciato per imbrattamento. La raffica dei suoi tag, dal mare alla città, gli è costata un decreto penale di condanna, che sì è tradotto in una multa da 4.350 euro. L’ha scampata mettendosi a disposizione del Comune per ripulire tutto quanto. Chi sperava in una legge del contrappasso, tuttavia, rimarrà deluso: Palazzo Merlato ha infatti respinto la proposta del writer. Così l’avvocato Sara Scarpellini, legale del 24enne, proporrà il ragazzo a un’associazione animalista presso la quale potrà estinguere la pena prestandosi ai servizi socialmente utili.

Scritte dal liceo alla basilica

I guai giudiziari per il ragazzo sono iniziati quando gli agenti della municipale si sono presentati in casa sua, trovando una puntuale catalogazione fotografica di tutti le sue “opere” su muro. Più che ai murales, gli agenti avevano dato la caccia a decine e decine di tag (in gergo la firma o le scritte di chi sceglie la bomboletta come forma di espressione) apparse su muri pubblici e privati, panchine e corselli. Imbrattamenti realizzati senza rispetto del patrimonio storico architettonico della città, men che meno cercando il dialogo “artistico” con lo spazio urbano che, seppure non autorizzato, contraddistingue il controverso dibattito sulla street art. Al “graffitaro” sono state attribuite le scritte a muri e porte della scuola primaria “Moretti” di Punta Marina, su panchine e condomini della località balneare, locali tecnici, buchette delle lettere e garage.

A Ravenna non ha risparmiato il muro perimetrale della canonica della basilica di San Giovanni Evangelista, e, a pochi passi di distanza, le veneziane del liceo classico “Dante Alighieri”, da anni ciclicamente martoriato dalle bombolette. Per chiudere l’elenco degli edifici noti, c’è anche l’ex macello di via Renato Serra, forse l’unico punto fra quelli colpiti in cui la scritta “decoro” potrebbe evocare un appello sensato. Ricevuta la multa, l’imputato si è opposto nei 15 giorni previsti per legge, comparendo ieri davanti al giudice per chiedere una messa alla prova e uscirne – per così dire – “ripulito”.

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