I numeri dell’ultimo Rapporto della Fondazione Leone Moressa delineano con chiarezza la trasformazione sociale ed economica in atto sul territorio romagnolo. Nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini vivono oggi quasi 130mila cittadini stranieri, sostenuti da una rete di oltre 18mila imprenditori nati all’estero e circa 148mila contribuenti che ogni anno versano le imposte.
Mentre l’imprenditoria guidata da chi è nato in Italia registra una costante contrazione, le aziende fondate da cittadini stranieri continuano a crescere a ritmo sostenuto, compensando in larga misura l’emorragia di attività locali. L’esplosione più netta si osserva a Forlì-Cesena, dove gli imprenditori nati all’estero sono aumentati di oltre il 35% in dieci anni, mentre Rimini vanta la concentrazione più alta rispetto al totale delle imprese ed evidenzia una spiccata presenza femminile tra i residenti, seconda in Italia solo alla provincia di Oristano. Ravenna si conferma invece la realtà con il maggior numero complessivo di cittadini stranieri residenti.
Nonostante l’impatto positivo sul tessuto produttivo, il quadro fiscale rivela una marcata disuguaglianza. Il divario retributivo tra chi è nato in Italia e chi proviene dall’estero supera spesso i 10mila euro annui. La sproporzione più marcata si registra a Ravenna, mentre Rimini segna i redditi medi più bassi dell’intera regione per entrambe le categorie, trascinando verso il basso anche il gettito Irpef pro capite.