Dalla “Casa dell’astronauta” allo space cocktail con lo spaghetto 3d. La prima edizione di Bex-Beyond exploration expo, in programma in fiera a Rimini dal 23 al 25 settembre, lancia uno sguardo su come si vivrà nel futuro. A partire dalla Casa dell’astronauta che raccoglie in un unico allestimento le condizioni che permettono a una persona di lavorare, nutrirsi, restare in salute e costruire una quotidianità in ambienti estremi come una stazione orbitante o la Luna, e mostra come molte delle soluzioni sviluppate per l’esplorazione stiano già producendo benefici sulla Terra.
Il percorso, spiega Italian Exhibition Group, ideato da Bex e sviluppato con il supporto del Centro europeo di ricerca, trasferimento tecnologico e design, segue il cammino dell’essere umano verso lo spazio e si sviluppa in quattro aree, affiancate dalla Think lounge, l’area trasversale dedicata al dialogo tra il mondo dello spazio e i settori non spaziali. La Casa dell’Astronauta si avvale inoltre del supporto di Axiom Space, con la presenza del suo ceo Jonathan Cirtain, e di Thales alenia space, che espone due modelli, tra cui quello del modulo abitativo lunare Multi-Purpose habitation, sviluppato per la superficie della Luna nel quadro del programma Artemis e della cooperazione tra Nasa e Asi. The Human factor apre il percorso con la preparazione del corpo e della mente alla missione, tra tecnologie di allenamento, medicina e monitoraggio fisiologico. Qui sono presenti Gvm assistance, con i propri sistemi di telemonitoraggio, Formula medicine e Ntt Data Italia per i servizi di intelligenza artificiale, business digitale e tecnologia. The Wearable habitat, prosegue Ieg, racconta l’evoluzione dell’abbigliamento astronautico, dalle tute di volo alle nuove frontiere dell’innovazione tessile.
Protagonista dell’area è Spacewear, che porta le tute indossate da Walter Villadei nel volo con Virgin Galactic e alcuni capi di abbigliamento terrestre ispirati a quella tuta. L’Aeronautica militare porta invece alcune tute legate alla storia dell’esplorazione spaziale italiana. The Mission lab, continua la società nata dalla fusione delle Fiere di Rimini e di Vicenza, racconta come la microgravità diventi un laboratorio per la ricerca, i nuovi materiali e le life sciences. L’Università Politecnica delle Marche propone un avatar capace di dialogare con il pubblico, mentre Cetma porta un’esperienza in realtà virtuale dedicata alla scoperta della Stazione spaziale internazionale e un cubo olografico che racconta la mascherina per il monitoraggio del sonno. The Orbital harvest chiude il percorso con la coltivazione, la conservazione e la preparazione del cibo lontano dalla Terra. Nella Think lounge, invece nei tre giorni si spazia tra brevi incontri con astronauti, imprese, ricercatori e rappresentanti istituzionali. Come quello sul cibo come micro-architettura curato da Barilla e Artisia, protagoniste dello Space cocktail in cui proporranno ai visitatori l’assaggio del loro Spaghetto 3d, già vincitore del Compasso d’oro. Il filo che lega gli appuntamenti è il trasferimento tecnologico tra spazio e industrie terrestri. Ogni area della Casa dell’astronauta, conferma per Ieg Alessandra Astolfi, “parte da un bisogno reale della permanenza in orbita, dalla salute al cibo fino ai materiali, e lo riporta alle stesse domande che imprese e centri di ricerca si pongono sulla Terra. Il taglio dimostrativo ci permette di far vedere soluzioni che già esistono e che spesso nascono in un mondo per rispondere a un’esigenza dell’altro”.