Taglio del nastro stamattina a Modena, alla presenza del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, per R3GID, il nuovo impianto di Aliplast, società del Gruppo Hera, dedicato alla rigenerazione delle plastiche rigide. Lo stabilimento ha richiesto un investimento di 48,8 milioni di euro, di cui 7,7 dal Pnrr. Può trattare fino a 30mila tonnellate di polimeri all’anno e produrre materiale con una purezza certificata superiore al 99%, di qualità paragonabile alla plastica vergine.
Dai rifiuti ai paraurti
L’impianto, avviato nel 2024 e operativo da alcuni mesi, a regime darà lavoro a 80 persone. Recupera rifiuti plastici rigidi urbani e industriali, provenienti da settori come automotive, cosmetica, elettronica di consumo e arredo, che di solito finirebbero in discarica o al termovalorizzatore. Li trasforma in polimeri tracciati e certificati, riutilizzabili dagli stessi comparti per realizzare componenti di tv, pc ed elettrodomestici, contenitori di make-up, serbatoi, paraurti o arredi da giardino. Partner tecnologico del progetto è Nextchem, del gruppo Maire.
Economia circolare in un solo sito
R3GID sorge nel polo Hera di via Cavazza, accanto al termovalorizzatore e al depuratore. L’acqua in uscita dal depuratore alimenta il processo produttivo e poi vi ritorna, mentre l’energia elettrica arriva dal termovalorizzatore. Ne risulta un taglio dei costi energetici, che nel riciclo pesano circa il 30% dei costi di produzione. Secondo Hera, l’impianto evita inoltre circa 30mila tonnellate di CO2 equivalente all’anno rispetto alla produzione di plastica vergine.
Le nuove regole europee
La scommessa guarda ai regolamenti Ue sugli imballaggi e sui veicoli a fine vita, che impongono quote crescenti di materiale riciclato. «L’Europa ha un gap strutturale nel riciclo: la capacità è ferma o in calo, mentre le nuove norme faranno crescere la domanda di plastica riciclata di qualità equivalente al polimero vergine», spiega l’amministratore delegato di Hera, Orazio Iacono. Oggi in Europa la capacità di riciclo delle plastiche rigide è di 3,5 milioni di tonnellate, circa 440mila delle quali in Italia, ma entro il 2040 ne serviranno altri 5,7 milioni. Iacono ricorda anche la plastic tax: ogni anno l’Italia versa all’Ue circa 800 milioni di euro per gli imballaggi non riciclati, e il solo sito di Modena, se tutta la produzione fosse destinata agli imballaggi, ne farebbe risparmiare circa 24.
Per il ministro Pichetto Fratin, R3GID è «un esempio concreto di come l’Italia possa giocare d’anticipo rispetto alle sfide poste dai nuovi regolamenti europei». Produrre materie prime seconde a chilometro zero significa, secondo il ministro, «ridurre la dipendenza dai mercati esteri e rendere più sicure le nostre catene di approvvigionamento».
Aliplast raddoppia
Con Modena, l’ampliamento di Borgolavezzaro, in provincia di Novara, e l’acquisizione del 70% della polacca Kronos Polymer Polska, da perfezionare entro fine anno, Aliplast raddoppierà la propria capacità di riciclo, superando le 210mila tonnellate annue di materie prime seconde. L’investimento rientra nei 2 miliardi che il piano industriale di Hera destina all’economia circolare tra il 2025 e il 2029.