Un treno tramoggia composto da 28 carri ferroviari, per 1500 tonnellate di carico, si trasforma in 50 camion pronti a partire senza soste intermedie: accade ormai regolarmente al terminal intermodale FHP di Villa Selva a Forlì, dove l’azienda ravennate Viglienzone Adriatica ha avviato con successo un nuovo servizio di scarico diretto dei treni merci su gomma, con consegna immediata ai destinatari finali.
L’innovazione, al momento operativa sui convogli di cereali (in particolare grano) provenienti dall’Ucraina, nasce da una necessità imposta dalla geopolitica: il blocco marittimo in atto nel Mar Nero, conseguenza del conflitto russo-ucraino, ha reso indispensabile trovare rotte alternative per far arrivare le materie prime alle industrie mangimistiche della Romagna, che di quelle forniture sono fortemente dipendenti.
Il meccanismo elimina uno dei passaggi più onerosi della catena logistica tradizionale: anziché scaricare la merce in un deposito intermedio per poi ricaricarla su camion in un secondo momento, il trasferimento avviene direttamente al terminal, con il prodotto che passa dal vagone al mezzo su gomma pronto per la consegna. Un accorciamento della filiera che si traduce in un contenimento sensibile dei costi di trasporto: particolarmente significativo in un momento in cui il prezzo del carburante pesa in modo rilevante sui bilanci delle aziende del settore agroalimentare.
Il nuovo servizio consente inoltre di raggiungere direttamente le imprese del comparto agroalimentare che non dispongono attualmente di un collegamento ferroviario diretto, ampliando così il bacino di utenza del trasporto su rotaia rispetto al solo trasporto su gomma end-to-end.
Non meno rilevanti le ricadute attese sul sistema infrastrutturale del territorio e le performance di sostenibilità: la prospettiva è quella di un progressivo decongestionamento del porto di Ravenna e delle arterie stradali della zona, oggi sottoposte a un traffico pesante legato proprio ai flussi di approvvigionamento agroalimentare.
“Un modello, quello sperimentato a Villa Selva, che coniuga risposta emergenziale e visione di lungo periodo – sottolinea Federico Macera, presidente del Gruppo Viglienzone -: nato per sopperire alle difficoltà di approvvigionamento causate dalla guerra in Ucraina, il servizio si candida a diventare un tassello stabile della logistica intermodale della regione, in un momento in cui la sostenibilità economica e ambientale dei trasporti è al centro dell’agenda pubblica”.