Conscoop, una storia di cooperazione di 81 anni tra crescita e nuove sfide

Una storia lunga 81 anni che si intreccia con il più ampio percorso della cooperazione. Conscoop traccia il bilancio di una crescita straordinaria, forte di numeri in costante aumento ma consapevole delle sfide strutturali che attengono al futuro dell’intero comparto. L’azienda ha chiuso il 2025 con un bilancio che registra un utile raddoppiato a 6,4 milioni di euro e un valore della produzione superiore ai 224 milioni di euro.

Lo sviluppo

Una traiettoria di sviluppo impressionante, come sottolinea il direttore generale Massimo Batani: «Dal 2020 in poi Conscoop è esplosa, incrementando il proprio giro d’affari da 60 milioni fino ai 240-250 milioni previsti nel 2026 e un portafoglio lavori di oltre 800 milioni di euro. Conscoop è un’impresa cooperativa e ha una duplice responsabilità: far quadrare i conti - che nel settore degli appalti pubblici significa mantenere i ricavi stabilmente sopra i costi - e soddisfare le esigenze delle nostre consociate, in costante crescita».

L’impatto e il ruolo strategico del Consorzio sono stati evidenziati dalla presidente Monica Fantini: «Conscop è una realtà radicata sul territorio e rappresenta uno dei primari esempi a carattere nazionale. Oggi contiamo 86 soci tra imprese e consorzi artigiani, da Nord a Sud, a cui garantiamo lavoro. In 81 anni il Consorzio ha saputo generare sviluppo, dimostrando che la cooperazione è un’esperienza tuttora moderna, fondata sull’economia mutualistica e sull’emancipazione trasversale che tiene unite competitività ed economia di scala».

Un percorso in continua evoluzione, che ha visto 8 anni fa il cambio di governance che ha trasformato qualitativamente il Consorzio e la sua holding, ampliando la presenza sui mercati strategici e puntando su transizione digitale e ambientale. Nel settore della distribuzione del gas, il gruppo opera oggi in 159 Comuni italiani con oltre 267mila utenti e circa 179 milioni di metri cubi distribuiti.

Il domani

Un passaggio fondamentale del discorso della presidente riguarda l’attrattività verso le nuove generazioni: «I giovani sono molto attenti ai valori cooperativi, in particolare all’innovazione responsabile, alla sostenibilità, all’equità e alla parità di genere. Dobbiamo fare in modo, anche sotto il profilo salariale, di comunicare meglio questi principi per evitare la fuga di cervelli e trattenere le risorse sul territorio. Le cooperative devono rispondere ai bisogni ponendo sempre le persone al centro, è questo che ci permette ancora oggi di essere un’esperienza che guarda al futuro». Se i risultati attuali confermano la solidità finanziaria, la dirigenza, come è solita fare, guarda alle prospettive d’impresa a medio e lungo termine. Con la conclusione dei cantieri legati al Pnrr, definita da Batani «un’opportunità unica di crescita», la priorità torna a essere la pianificazione del futuro economico. «Ci siamo mossi per tempo - conclude il direttore generale -. Il comparto attende ora le risorse dei Fondi di coesione per ritrovare equilibrio. Ci auguriamo che questa fase di transizione sia breve. La riduzione delle gare d’appalto e l’elevata domanda delle imprese rischiano di generare ribassi troppo elevati che mettono a rischio la tenuta delle nostre cooperative associate e del consorzio stesso».

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