La partita per il futuro dell’ingegneria del sottosuolo italiana entra nel vivo. Icop ha annunciato un’offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni di Trevi, il gruppo con radici a Cesena specializzato in fondazioni speciali, opere geotecniche e infrastrutture complesse.
L’operazione riconosce agli azionisti Trevi un premio superiore al 20% rispetto alle quotazioni di venerdì scorso: Icop offre 0,133 azioni proprie di nuova emissione per ogni titolo Trevi conferito, valorizzando ogni azione 4,16 euro contro i 3,47 euro della chiusura del 26 giugno.
Per sostenere l’operazione Icop ricorrerà a un aumento di capitale, che sarà sottoposto al voto dell’assemblea straordinaria convocata il 28 luglio. Contestualmente la società friulana punta al passaggio al listino principale di Piazza Affari, mentre Trevi verrebbe rimossa dal mercato una volta completata l’integrazione.
Il progetto è quello di costruire un nuovo polo industriale italiano con ambizioni internazionali: un gruppo capace di competere nelle grandi opere, dalle fondazioni speciali all’ingegneria del sottosuolo, fino alle infrastrutture strategiche.
Messe insieme, le due realtà arriverebbero a un portafoglio ordini superiore ai 2,2 miliardi di euro e a ricavi pro-forma oltre quota un miliardo. Le società stimano inoltre possibili sinergie tra 120 e 140 milioni di euro di ricavi aggiuntivi annui e un incremento del margine operativo lordo tra 55 e 75 milioni.
La logica industriale dell’operazione si basa sulla complementarità geografica. Icop è forte in Italia, Francia, Germania e nei Paesi Scandinavi, con un percorso di espansione negli Stati Uniti. Trevi porta invece una presenza consolidata soprattutto in Asia, Pacifico e Nord America.
Per il gruppo nato in Romagna si apre dunque una nuova fase dopo una storia lunga oltre sessant’anni nel mondo delle grandi opere. Trevi è stata protagonista di interventi infrastrutturali in tutto il mondo, trasformandosi da realtà specializzata nelle fondazioni in un gruppo internazionale.
Il piano prevede sviluppo commerciale, maggiore efficienza operativa, razionalizzazione delle strutture e ottimizzazione finanziaria. Sul tavolo anche il futuro della divisione macchine di Trevi: Icop valuterà eventuali operazioni straordinarie per valorizzarla e concentrare il nuovo gruppo sulle attività considerate strategiche.
Per ora non sono previste trattative con soggetti terzi. La sfida è quella di creare un campione italiano capace di giocare una partita globale in un settore sempre più centrale per infrastrutture, energia e grandi opere.