Casa Optima, il gelato italiano diventa mondiale e viaggia verso i 300 milioni di fatturato. “Pronti a nuove assunzioni”

Economia & Business
  • 11 febbraio 2026

SAN CLEMENTE. Una nuova proprietà che fa capo a fondi di Abu Dhabi e Singapore. Investimenti industriali e in risorse umane. Il fatturato che sale a ritmo sostenuto. Il gruppo Casa Optima (multibrand di livello mondiale del gelato artigianale, della pasticceria e del bere miscelato), sede a San Clemente, in provincia di Rimini, viaggia verso i 300 milioni di fatturato. Non è un caso se il prezzo di acquisto del gruppo sia stato fissato attorno ai 900 milioni di euro. Il ceo Francesco Fattori analizza il buon momento della società.

Fattori, ci stiamo avvicinando al closing per quanto riguarda l’ingresso dei nuovi proprietari del gruppo Casa Optima. Cosa succede adesso e in quale scenario avviene tutto ciò?

«Tra qualche settimana firmeremo il closing e quindi l’azienda passerà da Charterhouse Capital Partners, il fondo di private equity che l’ha acquisita nel 2016 e con i quali abbiamo sviluppato con grande successo il gruppo, ad investitori globali di primaria importanza come il fondo di investimento TerlosLLP, che vede tra i limited partner esclusivi una società del fondo sovrano di Abu Dhabi (ADIA), e GIC, il fondo sovrano di investimento di Singapore».

Secondo lei, quali sono i motivi che hanno spinto fondi così importanti ad interessarsi al vostro Gruppo?

«I mercati in cui operiamo sono simboli del “made in Italy” di qualità e mostrano crescite interessanti ormai da anni. All’interno di questi mercati il gruppo Casa Optima ha performato meglio del mercato stesso, con crescite pluriennali a doppia cifra di vendite e profitti, che hanno consentito di quasi raddoppiare la dimensione del nostro gruppo in 6 anni».

Anche rilanciando marchi che erano in difficoltà?

«Esattamente. Il fatturato del nostro gruppo è realizzato al 30% in Italia e al 70% all’estero, e operiamo in più di 150 paesi. Al suo interno coesistono marchi leader e importanti come Mec3 e Modecor a cui abbiamo affiancato nel corso degli anni sia marchi storici come Giuso e Pernigotti Maestri Gelatieri Italiani, che abbiamo acquisito e rilanciato con successo incrementandone il fatturato e la base clienti, e sia marchi molto giovani, come DOuMIX? per il mondo beverage, che abbiamo creato e lanciato noi».

Il marchio più importante resta Mec3?

«Mec3 nasce e cresce in Romagna, ed è probabilmente una delle realtà imprenditoriali più importanti di questo territorio. E’ indiscutibilmente il marchio leader nel mondo della gelateria artigianale, sinonimo di qualità e innovazione all’interno del mondo della gelateria artigianale e della pasticceria. Nel corso del tempo abbiamo acquisito altri brand molto importanti, a cominciare da Giuso, un’azienda che ha più di 100 anni, un marchio storico nel mondo della pasticceria e gelateria su cui abbiamo investito molto anche da un punto di vista industriale nel nostro sito di Bistagno, per poi continuare con Pernigotti Maestri Gelatieri Italiani acquisito nel 2019. Oggi entrambi i brand crescono molto bene sia in Italia che all’estero».

Che fatturato raggiunge oggi Gruppo Casa Optima?

«Nel 2024 abbiamo chiuso a 260 milioni, crescendo più del 50% rispetto al 2019, ultimo anno prima del Covid. Anche il 2025 ha superato le nostre aspettative e pianifichiamo di crescere ulteriormente per raggiungere e superare a breve i 300 milioni di fatturato».

Questi numeri come impattano sull’occupazione?

«Le statistiche ufficiali dicono che le aziende con più di 250 milioni di fatturato in Italia sono poco più di 1.200 e rappresentano lo 0,02% del totale imprese italiane, mentre quelle con più di 250 dipendenti sono lo 0,1% (lo 0,2% a livello europeo). Questo significa che il gruppo Casa Optima è una realtà importante nel panorama dell’imprenditoria italiana e non solo. Come gruppo abbiamo più di 1.200 collaboratori nel mondo, di cui 500 in Italia e circa 400 a San Clemente, tra colletti bianchi e colletti blu. Abbiamo investito molto in questi anni, non soltanto acquisendo talento ed esperienza dalle altre aziende entrate a far parte del Gruppo per consolidare le nostre competenze, ma anche puntando molto sulle nuove leve. Abbiamo un programma specifico per i giovani talenti pre e post laurea: nel 2025 circa il 50% degli stage si è trasformato in assunzione anche attraverso un percorso cross-funzionale, ossia i giovani entrano in Casa Optima con un ruolo e poi, successivamente, ne ricoprono altri arricchendo e sviluppando le loro competenze professionali all’interno del Gruppo».

Quanto personale pensate di assumere nel 2026?

«Sarà l’ennesimo anno di crescita, tra le 50 e 100 unità di cui una ventina nella nostra sede di San Clemente dove abbiamo il cuore pulsante del gruppo e dove sono previsti nuovi investimenti».

Dove sono situati gli altri vostri stabilimenti produttivi in Italia?

«Uno a Cuvio (Va), specializzato nella decorazione e un altro a Bistagno (Al) specializzato sia nella produzione di preparati per gelati che in prodotti di alta pasticceria come canditi e passate di frutta».

E all’estero?

«Siamo presenti con 12 filiali nel mondo e abbiamo siti produttivi in Francia, ad Amiens, vicino a Parigi, e in Brasile, a San Paolo”»

Qual è il mercato estero che genera maggior fatturato?

«La Germania, ma registriamo forti crescite in tutti i paesi emergenti tra cui il Brasile».

A proposito di Brasile e di America Latina. Cosa ne pensate del Mercosur?

«Per noi è un’occasione in quanto vediamo l’America Latina come un’area di sviluppo».

Non temete che il gelato brasiliano venga a farvi concorrenza?

«No. Sono economie in crescita con forte radicamento e consumo di prodotti di tradizione mediterranea e italiana in particolare. Questo vale anche per il gelato artigianale e per la pasticceria d’eccellenza: l’attuale sistema di dazi ha limitato lo sviluppo dei nostri mercati in quei paesi».

E come vedete invece la politica statunitense dei dazi su cui lavora molto Donald Trump?

«Abbiamo gli uffici a Miami e abbiamo investito in risorse umane negli Stati Uniti. È un business che cresce bene da anni, indipendentemente dall’instabilità e dai dazi».

Può succedere che Casa Optima metta in piedi un sito produttivo anche negli Usa?

«Creare nuovi siti produttivi all’estero, e quindi anche negli USA, non è semplice e richiede valutazioni e condizioni molto specifiche. Soprattutto quando si gestiscono prodotti fortemente connotati dal valore aggiunto di essere “made in Italy”».

Cosa rappresenta il Sigep per voi?

«È la fiera per eccellenza dove siamo presenti con tutti i nostri marchi, insieme. Essendo all’inizio dell’anno, rappresenta un momento importante di generazione di business».

Andrete al Sigep Usa a Las Vegas in programma a marzo?

«Dopo il Sigep a Rimini, siamo presenti in un altro evento fieristico importante come il Gulfood di Dubai per cui stiamo valutando se opportuno o meno partecipare a Las Vegas».

Come vi trovate all’interno del sistema Romagna? Si riesce a lavorare bene a San Clemente e in provincia di Rimini?

«La Romagna è una terra che personalmente amo moltissimo. Non la conoscevo prima di ricoprire questo ruolo ma, nel corso degli anni, ho davvero imparato ad apprezzarla. In Romagna abbiamo la nostra sede centrale, sulla quale continuiamo ad investire sia a livello industriale che nelle persone, perciò la risposta è si, si lavora molto bene. Attrarre talenti non è facile, ma abbiamo attuato delle politiche organizzative che ci permettono di essere una destinazione lavorativa molto interessante, capace di conciliare con successo vita professionale e privata».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui